5 settembre 2011 / 12:12 / 6 anni fa

Bce, Draghi: acquisto titoli italiani solo temporaneo

di Giselda Vagnoni

<p>Il governatore di Bankitalia Mario Draghi. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

ROMA (Reuters) - L‘acquisto di titoli di Stato italiani da parte della Banca centrale europea è un evento temporaneo che non può sostituire una politica nazionale tesa alla disciplina del bilancio.

E’ quanto sostiene Mario Draghi, governatore della Banca d‘Italia e numero uno della Bce dal prossimo novembre, mentre ci si interroga sulla durata dell‘intervento dell‘istituto di Francoforte sul secondario per sostenere i prezzi dei bond della Repubblica investiti dalla crisi del debito della zona euro.

“Il programma di riacquisto dei bond è temporaneo e del tutto sterilizzato [...] cosa ancora più importante non può essere usato per aggirare il principio fondamentale della disciplina di bilancio [in altre parole non può essere dato per scontato dagli Stati membri]”, dice Draghi nel discorso preparato per un convegno all‘Istituto Montaigne di Parigi.

A inizio agosto, per ottenere l‘aiuto della Bce a fronte di un costo del debito in rapida ascesa, il governo di Silvio Berlusconi si è impegnato ad anticipare il pareggio di bilancio di un anno al 2013.

Il modo confuso e contraddittorio con cui le misure correttive sono state annunciate e l‘incertezza sulla tenuta dei saldi sembra però aver innervosito gli investitori e in parte annullato i benefici degli acquisti Bce.

In un mercato in cui prevale un sentimento molto negativo, è il monito del governatore, “ogni segno di scarsa determinazione può innescare una spirale negativa anche senza alcuna modifica nei fondamentali economici”.

Nonostante il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti abbia assicurato a Cernobbio nel weekend che gli impegni sul pareggio saranno rispettati, lo spread tra Btp e Bund oggi è tornato sopra quota 370.

La Confindustria teme che in questa situazione di indeterminatezza politica, se la Bce smettesse di comprare bond italiani, i tassi di interesse scatterebbero su livelli insostenibili.

Il presidente della Bce Jean-Claude Trichet si è rifiutato di fare alcun commento sulla durata dell‘intervento della banca centrale di Francoforte ma ha ricordato che giovedì si riunisce il Consiglio direttivo.

La decisione di riattivare il programma di acquisti di bond sul secondario è stata presa dallo stesso Consiglio il 4 agosto con 4 voti contrari su 23, tra cui quello di Jens Weidmann, capo della Bundesbank.

Gli analisti non si aspettano che la Bce abbandoni del tutto il programma dal momento che l‘impatto destabilizzante di una simile decisione sarebbe troppo grande.

Alcuni operatori tendono ad avvalorare la tesi che la Bce opti per una politica di piccoli acquisti in modo da continuare a tenere alta l‘attenzione sui conti del governo.

Una delle critiche che gli economisti hanno rivolto all‘ultima manovra correttiva di Berlusconi è la mancanza di misure a favore della crescita, fattore cruciale per un paese il cui debito ammonta a 1.900 miliardi di euro, ossia al 120% del suo Pil.

Draghi ammette che non esiste “una bacchetta magica” in questo campo ma sostiene l‘efficacia di riforme tese a liberalizzare i servizi e ad aumentare l‘efficacia dell‘amministrazione pubblica.

“Anche se queste riforme possono richiedere tempo per dare frutti, occorre non sottostimare l‘effetto sulla fiducia e le aspettative di un programma ben congegnato”.

EFSF NON E’ SOLUZIONE LUNGO PERIODO

Per Draghi “la solvibilità degli Stati sovrani non è più un concetto acquisito” ed è giunto il momento che “i governi si assumano le loro responsabilità e agiscano velocemente per risolvere la crisi dei debiti sovrani”.

“Per aumentare la competitività e l‘occupazione servono impegni politici credibili e coerenti”, aggiunge.

Una delle priorità per tutti i leader europei è dare attuazione alle decisioni prese nel vertice del 21 luglio tra cui il potenziamento del fondo salvastati Efsf la cui dotazione è salita a 440 miliardi di euro.

I capi di stato Ue hanno anche dato all‘Efsf la possibilità di prendere il posto della Bce nell‘acquisto di titoli di Stato e si sono augurati che i parlamenti nazionali convalidino queste decisioni entro i primi di ottobre.

Al momento però i tempi e l‘adeguatezza patrimoniale del fondo sono sotto scrutinio e Draghi avverte che l‘Efsf non può essere considerato una soluzione di lungo periodo per la crisi del debito della zona euro.

“E’ cruciale dare rapida e ordinata attuazione all‘accordo...Ritardi o incertezze nel processo di implementazione riaccenderebbero le turbolenze del mercato”, ha detto Draghi a Parigi.

“Al tempo stesso sarebbe un errore fare eccessivo affidamento su questo meccanismo di salvataggio che è importante per alleviare temporaneamente una situazione di emergenza ma che in sè non può risolvere la crisi dei debiti sovrani” le cui radici affondano nella mancanza di disciplina di bilancio e in deboli prospettive di crescita.

Nel suo intervento al Montaigne, Draghi non si è soffermato sull‘ipotesi Euro Bonds caldeggiata da alcuni politici europei tra cui il presidente dell‘Eurogruppo Jean-Claude Juncker e Tremonti, ma sollecita una maggiore integrazione nelle politiche fiscali e la modifica dei trattati dell‘Unione per fare spazio a norme in materia di disciplina di bilancio e crescita.

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