5 settembre 2011 / 07:44 / tra 6 anni

Btp pesanti, spread sfiora 360, dubbi mercato su azione governo

MILANO (Reuters) - Ennesima mattinata difficile per il mercato obbligazionario italiano, appesantito, come quelli di tutti i Paesi periferici, dai crescenti timori di una nuova recessione globale e ulteriormente penalizzato, rispetto alla Spagna, dall‘incerta azione dell‘esecutivo sulla manovra, che alimenta i dubbi sulla capacità dell‘Italia di tenere fede agli impegni presi in sede europea sui conti pubblici.

<p>Trader al lavoro. REUTERS/Alex Domanski</p>

“La manovra non convince e questo vai e vieni di annunci e di smentite disincentiva gli investitori a tornare ad acquistare Btp” spiega un trader di uno dei principali istituti di credito italiani.

“Il mercato teme che l‘Italia non riesca a rispettare gli impegni presi sui conti pubblici, che hanno dato il via libera agli acquisti della Bce all‘inizio di agosto” spiega Alessandro Giansanti, strategist di Ing. Acquisti che, peraltro, sembrano aver esaurito il lro effetto benefico su rendimenti e spread.

Poco dopo le 12,00 il rendimento del decennale italiano è ai massimi da un mese, al 5,43% contro il 5,29% della chiusura di venerdì.

Il differenziale di rendimento tra titoli italiani a dieci anni a l‘analoga scadenza tedesca si è allargato sfiorando i 360 punti base dai 331 punti base della chiusura di venerdì, nuovo livello più alto dall‘avvio dell‘intervento della Bce sul mercato secondario lo scorso 8 agosto.

Per trovare un valore più alto dello spread, bisogna tornare al 5 agosto scorso, quando in seduta il differenziale di rendimento aveva oscillato tra i 374,9 punti base e il picco storico di 416 punti base.

“L‘area 5-10 anni è quella che tutto sommato regge meglio, perchè è quella che la Bce ha protetto nelle ultime settimane, la parte breve è pesante, mentre i lunghissimi sono tornati a livelli di rendimento registrati agli inizi di agosto, il picco della crisi” sottolinea il dealer.

BCE VISTA SUL MERCATO, MA RESTANO INCOGNITE

Due operatori hanno confermato a Reuters che anche questa mattina le banche centrali sono entrate sul mercato a sostegno dei titoli italiani, “per quantità limitate”

“Oltre che sull‘Italia, stanno intervenendo anche a sostegno degli altri periferici, ma in questo momento l‘intervento non sta sortendo particolari effetti, perchè le vendite sono consistenti” ha aggiunto un operatore da Londra.

Stando a quanto comunicato finora, la Bce, il cui consiglio direttivo è diviso in merito all‘opportunità di intervenire direttamente sul mercato, ha acquistato 43 miliardi tra titoli italiani e spagnoli, riducendo di settimana in settimana l‘ammontare del suo intervento. Nel pomeriggio Francoforte comunicherà il quantitativo degli acquisti della settimana chiusasi venerdì 2 settembre.

A completare il quadro di alta avversione al rischio che caratterizza la seduta di oggi, i timori di una nuova recessione globale, che ha spinto gli investitori a buttarsi sul Bund, il cui rendimento ha toccato un nuovo minimo storico, all‘1,925%.

ITALIA PIU’ PESANTE DELLA SPAGNA, PESA MANOVRA

In un quadro generale di alta criticità, i titoli di Stato italiani si confermano più esposti alla crisi rispetto a quelli spagnoli e l‘imputato principale resta l‘incertezza che circonda la manovra correttiva.

Il rendimento del Bono spagnolo a 10 anni è salito ai massimi da un mese, al 5,22%, ma a fine mattinata ha recuperato lievemente, attestandosi al 5,19%. Lo spread Bono/Bund a 10 anni si è allargato di 15 punti base a 331. ma il Paese iberico - altro osservato speciale all‘interno della zona euro - continua a reggere meglio rispetto all‘Italia.

“La variabile che sta penalizzando più l‘Italia rispetto alla Spagna è la maggiore incertezza del quadro politico, che si riflette nella difficoltà a partorire il provvedimento di correzione dei conti” spiega Alessandro Giansanti, sottolineando come nel provvedimento manchi qualsiasi riferimento alla crescita.

Anche l‘andamento dei credit default swaps riflette l‘allargamento del divario tra Spagna e Italia. Secondo quanto reso noto oggi da Markit, i contratti Cds, che proteggono dal rischio default dell‘Italia a 5 anni sono saliti oggi a di 22 punti base a 422 punti, mentre gli analoghi Cds spagnoli sono saliti di 11 punti base a 401 punti base.

-------------------------- 17,30 ------------------------------ FUTURES BUND SETTEMBRE 137,86 (+1,22) FUTURES BTP SETTEMBRE 104,56 (-1,08) BTP 2 ANNI (GIU 13)* 97,07 (-0,36) 3,787% BTP 10 ANNI (SET 21) 96,61 (-0,89) 5,393% BTP 30 ANNI (SET 40) 81,12 (-0,95) 6,550% ======================== SPREAD (PB) ==========================

ULTIMA CHIUSURA TREASURY/BUND 10 ANNI 8 5 BTP/BUND 2 ANNI 333 304 BTP/BUND 10 ANNI 350 326 livelli minimi/massimi 339,0-350,1 309,1-326,2 BTP/BUND 10 ANNI 359,5 331,2 livelli minimo/massimo 312,0-359,5 312,0-331,3 BTP/BUND 30 ANNI 371 350 SPREAD BTP 2/10 ANNI -- -- SPREAD BTP 10/30 115,7 119,5 =============================================================

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