5 settembre 2011 / 05:54 / 6 anni fa

Edison, occhi su vertice Romani-Proglio,si punta a proroga patti

<p>Un tecnico al lavoro in una centrale di Edf. REUTERS/Benoit Tessier</p>

CERNOBBIO (Reuters) - Riflettori puntati sul vertice odierno fra il ministro allo Sviluppo Economico, Paolo Romani e il numero uno di Edf, Henri Proglio, atteso oggi a Milano sul riassetto di Edison. Dall‘esito del faccia a faccia dipenderà il futuro di Foro Buonaparte al centro di una lunga trattativa fra i soci italiani raggruppati in Delmi - guidati da A2A e Iren - e il colosso dell‘energia francese.

Ieri a margine del workshop Ambrosetti, Romani ha confermato l‘incontro con il manager di Edf e ha aggiunto un po’ di suspence riferendo ai giornalisti di un suo colloquio con l‘amministratore delegato e con il direttore generale di Intesa Sanpaolo.

“Ho incontrato Passera e Micchichè ... può darsi che abbia parlato anche di Edison”, ha detto il ministro, rilanciando le ipotesi di un‘iniziativa italiana per acquisire Edipower.

In merito all‘esito dell‘incontro di oggi, nel fine settimana Andrea Viero, direttore generale di Iren, aveva pronosticato che dal vertice emergesse una proroga di “due mesi” della scadenza dei patti parasociali che regolano la governance di Edison oltre la data del 15 settembre prossimo. “Credo sia ipotizzabile. Poi mi aspetto che nel vertice si chiarisca quali sono le aspettative del governo su questa vicenda per cominciare a lavorarci”, ha detto il manager, presente nel fine settimana al workshop Ambrosetti a Villa D‘Este.

Secondo Viero, inoltre, “è realistico che Acea sia interessata a entrare nella cordata italiana per Edipower: hanno cassa, ma non asset, anche se una cordata italiana la vedo difficilissima e al momento non la vedo. Se ci sarà ne prenderemo atto e ne discuteremo”.

Edison è controllata al 61,3% da Transalpina di Energia. A sua volta TdE è controllata al 50% da Edf e al 50% da Delmi, holding di cui A2A detiene il 51% e Iren il 15%. Quanto a Edipower, Edison ne controlla il 50%, A2A il 20%.

L‘ipotesi sul tappeto per il riassetto di Edison prevede l‘eventualità che i francesi di Edf prendano la maggioranza del gruppo, i soci italiani in minoranza e lo spacchettamento di Edipower fra gli attuali azionisti. L‘altra opzione, che piace soprattutto ad A2A, e sembra sia caldeggiata anche dal governo italiano, prevede che Edipower resti tutta italiana e quindi con gli attuali soci che liquidino la quota di Edison detenuta da Edf, cedendo l‘intera partecipazione del secondo produttore di energia elettrica italiana ai francesi. Resta da capire quale sarà la posizione di Parigi, notoriamente poco propensa a rinunciare ad asset così importanti come le centrali di Edipower, restando con una società, interamente controllata, ma molto piu’ piccola di prima.

Questa ipotesi, inoltre, è anche piuttosto onerosa e per questa ragione indiscrezioni stampa hanno indicato Intesa Sanpaolo possibile partner finanziario e la romana Acea come nuovo partner industriale.

Sempre da Cernobbio, sabato l‘AD di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, aveva negato: “Non c’è nulla su questo tavolo”,

riferendosi all‘ipotesi di acquisto di tutta Edipower.

No comment, invece dall‘AD di Edison, Bruno Lescoeur, che preferisce mettere l‘accento sull‘attività e sulle prospettive di Edison, come, a esempio, lo studio di fattibilità siglato in Serbia per la realizzazione di una centrale da 800 MW.

(Giancarlo Navach)

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