1 settembre 2011 / 16:20 / tra 6 anni

Btp, minor sostegno da acquisti Bce, pesa manovra

di Gabriella Bruschi

MILANO (Reuters) - Gli acquisti di Btp da parte delle banche centrali continuano quotidianamente da quasi un mese, ma i loro effetti sul mercato sembrano essersi attenuati, tanto che negli ultimi giorni i rendimenti sono gradualmente risaliti.

“Le banche centrali stanno continuando a comprare, ma l‘effetto dei loro acquisti mi sembra stia diminuendo, visto che i rendimenti fanno comunque fatica a scendere e, anzi, da qualche giorno sono continuati a salire” commenta un trader.

“Sul mercato ci sono molti investitori che immettono ordini in vendita, mentre ad acquistare si vedono solo le banche centrali e solo su una parte della curva” dice un altro.

Diversi sono i fattori che entrano in gioco: da una parte la minor consistenza degli interventi delle banche centrali rispetto al riavvio del programma quattro settimane fa, dall‘altra la delusione per la continua revisione della manovra di Ferragosto. A questo si aggiungono risultati non stellari all‘asta di martedì 30 sui Btp e a quella di oggi sui titoli spagnoli, oltre che il permanere delle incertezze sulla Grecia e l‘Irlanda.

“Molte le situazioni negative che aleggiano intorno al mercato. Anche gli acquisti delle banche centrali, che si sono fatti molto più contenuti, iniziano a fare poco effetto” dice Alessandro Tentori, strategist a Bnp Paribas.

RENDIMENTO BTP 10 ANNI DOPO CALO A 5% RISALITO SINO A 5,15%

Il rendimento del Btp decennale viene guardato come riferimento: quando le banche centrali hanno iniziato ad acquistare titoli di Stato italiani sul mercato sembrava che la soglia ritenuta ‘di riferimento’ fosse il 5%, dopo il picco del 6,4% lo scorso 5 agosto all‘apice dell‘attacco speculativo all‘Italia.

Già nella prima settimana di acquisti della Bce il rendimento è sceso in area 5%. Ma dal 24 agosto, il rendimento non è più riuscito a scendere sotto questa soglia, mentre ha veleggiato verso il 5,15-5,20% e l‘intervento della banche, più contenuto che nella prima parte del mese, ha avuto l‘effetto di mantenere i rendimenti ai livelli acquisiti più che farli diminuire.

Discorso analogo per lo spread tra Btp a 10 anni e Bund che il 5 agosto aveva toccato il record storico a 416 punti base: sembrava venisse ritenuto accettabile intorno a un livello di 290 pb, mentre ora fatica a stare sotto i 300, anche con gli acquisti delle banche centrali.

“Gli acquisti Bce ora fanno meno paura agli investitori e il mercato sta continuando a scivolare” dice un dealer. “La gente dopo gli acquisti si mette corta e aspetta, nella previsione che il mercato scenderà ancora. E la previsione si avvera”.

ASTICELLA DI RENDIMENTO E SPREAD ALZATA ?

“Bisogna dire che il riferimento del 5% non era scritto nel marmo e che nel frattempo ci sono state anche le aste” attenua Luca Cazzulani di Unicredit. “Non credo che l‘effetto degli acquisti si sia diminuito, certo, è necessario che continuino”.

Del resto rispetto al 6,4% del picco di inizio agosto “siamo comunque un centinaio di punti base al di sotto” rileva Alessandro Giansanti, strategist di Ing Bank. “Le banche centrali stanno acquistano meno, ma sono convinto che se il rendimento dovesse risalire verso il 6% le vedremmo intervenire più massicciamente”.

Tuttavia lo spostamento verso l‘alto dell‘asticella non manca di sollevare inquietudine.

“Il problema non è tanto il rendimento del decennale, puntellato dalle banche centrali, ma quello che accade sulle scadenze non oggetto di acquisto, per esempio le lunghissime, che sono continuamente vendute e hanno raggiunto rendimenti assurdi, il che non è un buon segno per il tutto il mercato”. Il rendimento del Btp novembre 2026 è salito al 6,40%, ugualmente il maggio 2031.

L‘aumento del rendimento “non è tanto un problema di aumento del costo del debito, abbastanza basso per l‘Italia” dice Giansanti, “ma il fatto è che si trascina dietro un aumento della volatilità che è quella che fa scappare gli investitori, ponendo anche problemi a livello di aste sul primario”.

PRIMA IMPUTATA: MANOVRA DEL GOVERNO SENZA FINE

La prima imputata in questo processo è l‘azione del governo sulle attese riforme strutturali.

A fronte del sostegno al mercato obbligazionario che era in caduta libera promesso dalla Bce, il governo lo scorso 12 agosto ha varato misure aggiuntive rispetto alla manovra di luglio per 45,5 miliardi.

“E quella manovra sembrava credibile, ma poi sono subentrati mille cambiamenti e ora ci sono anche dubbi sull‘invarianza dei saldi” dice Tentori.

“Il mercato è drogato dalla Bce, ma ci vogliono le cure stabili delle riforme per ridare fiducia agli investitori” dice un altro dealer.

“Del resto mai, nessuna banca centrale è mai riuscita a contenere i tassi. L‘intervento può essere un inizio, l‘occasione per dare il tempo ai governi di prendere provvedimenti, ma più il tempo passa senza che le misure arrivino, più l‘effetto delle banche centrali si riduce” dice Giansanti.

Nel riavvio del programma di acquisti il mese scorso, la Bce ha acquistato la prima settimana al 12 agosto 22 miliardi, 14 miliardi la successiva e 6 miliardi la scorsa.

“La soluzione a questo scivolamento del mercato breve termine potrebbe essere il ritorno ad acquisti massicci da parte della Bce” dice Tentori. “Ma soprattutto servirebbero le mosse importanti per il medio periodo sulle riforme che erano state promesse alla Bce”.

Ieri la Commissione europea ha richiamato Roma a dare spazio a interventi per sostenere la crescita, dicendo di confidare in ”misure per il rilancio della crescita economica che abbiano più peso“ nella stesura finale”..

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