1 settembre 2011 / 15:34 / 6 anni fa

Manovra, cosa cambia. Obbligo dichiarazione c/c bancari

di Alberto Sisto

<p>Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti lo scorso 13 agosto a Palazzo Chigi. REUTERS/Tony Gentile</p>

ROMA (Reuters) - Alla fine di una nuova giornata fitta di incontri e vertici e dopo un consiglio dei ministri che ha visto l‘assenza di Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti (questi due ai ferri corti sulla manovra secondo quanto riportato da tutti i giornali) e di Umberto Bossi, il governo ha finalmente depositato in Senato gli emendamenti alla manovra di ferragosto.

Ricalcano in gran parte le decisioni del vertice di lunedì scorso tranne che, come è ormai noto, non figura il blocco del riscatto di università e servizio militare ai fini dell‘anzianità pensionistica.

La principale novità annunciata in Senato dal ministro dell‘Economia Tremonti prevede l‘obbligo di indicare nella dichiarazione dei redditi gli estremi dei propri conti bancari. I comuni potranno pubblicare on line le dichiarazione dei redditi dei contribuenti.

“L‘emendamento prevede l‘assoluta invarianza dei saldi e proporzionalità fra tagli e tasse”, ha detto Tremonti parlando a margine dei lavoro della commissione Bilancio del Senato.

“Fra le novità la previsione che nella dichiarazione dei redditi dovranno essere indicate le banche con cui si intrattengono rapporti”, ha poi detto Tremonti.

Il ministro ha aggiunto che i poteri dati agli enti locali in materia di lotta all‘evasione sono reali tanto che “si è previsto che i consigli tributari potranno contare sui dati a disposizione dell‘Agenzia delle entrate”.

ROBIN TAX NON CAMBIA, STRETTA SU SOCIETA’ DI COMODO, MANETTE

Di seguito le principali novità che appaiono negli emendamenti depositati oggi.

I proventi dell‘aumento dell‘aliquota della Robin Tax, che resta limitata al settore energetico, al 10,5% andranno a compensare la riduzione per 1,8 miliardi di tagli agli enti locali e non più anche i tagli ai ministeri.

Stretta per le regole sulle società di comodo. In particolare si prevede che “la differenza tra il valore di mercato dei beni d‘impresa concessi in godimento a soci o familiari dell‘imprenditore per un corrispettivo inferiore al valore di mercato, concorre alla formazione del reddito imponibile dell‘utilizzatore”.

L‘Agenzia delle Entrate potrà controllare sistematicamente la posizione delle persone che hanno utilizzato beni concessi in godimento.

C’è poi un obbligo di comunicazione alla Agenzia dei beni in godimento da parte delle imprese e degli utilizzatori. La mancata comunicazione comporta una sanzione amministrativa pari al 30% della differenza di valore.

Si prevede poi che per gli evasori sopra i 3 milioni di euro non venga applicata la sospensione condizionale della pena.

Il testo, firmato da Tremonti, recita: “Per i delitti previsti dal presente decreto, qualora l‘imposta evasa o non versata sia superiore a 3 milioni di euro, non trova applicazione l‘istituto della sospensione condizionale della pena”.

I COSTI DELLA POLITICA, ACCORPAMENTO COMUNI

Il governo ha deciso la messa a fattor comune obbligatoria delle attività espletate dai comuni con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti che dovranno unirsi per gestire tutte le funzioni amministrative.

I comuni più piccoli si dovranno aggregare in Unioni di almeno di 5.000 abitanti, 3.000 per i comuni delle unità montane.

Le istanze di aggregazione dovranno essere presentate dai comuni entro 6 mesi, termine perentorio, dall‘approvazione della legge di conversione del decreto.

Gli organi delle nuove unioni sono il consiglio, il presidente e la giunta. Il consiglio sarà composto,inizialmente, da tutti i sindaci e 2 consiglieri per ciascun comune.

La cancellazione dei consigli e delle giunte dei comuni minori, nella nuova formulazione, prevede un allentamento: il sindaco monocratico previsto dal decreto 138 viene sostituito da un consiglio composto da sei consiglieri oltre al primo cittadino. Fra i 1.000 e i 3.000 abitanti oltre ai sette consiglieri sono previsti 2 assessori. Assessori che diventano 3 per i comuni fino a 5.000 abitanti e 4 per quelli compresi fra i 5.000 e i 10.000 abitanti.

Modifica inoltre delle incompatibilità fra cariche pubbliche nazionali, locali ed europee.

La nuova formulazione del comma 3 dell‘articolo 13 prevede che le cariche di deputato, senatore, deputato europeo nonché le cariche di governo, “sono incompatibili con qualsiasi altra carica pubblica elettiva di natura monocratica relativa agli organi di governo di enti territoriali con oltre 5.000 abitanti”.

Il decreto 138 aveva introdotto l‘incompatibilità fra la sola carica di parlamentare e ”qualsiasi carica elettiva.

Anche in questo caso l‘incompatibilità scatterà dal prossimo mandato.

Scompare inoltre il taglio delle province con popolazione superiore ai 300.000 abitanti (passerà in un più complicato progetto di riforma costituzionale) lasciando in vigore solo la riduzione dei componenti degli organi di governo.

L‘emendamento presentato dal presidente della commissione bilancio Antonio Azzollini sopprime l‘intero articolo 15 del decreto 138, facendo salvo il comma 5 che prevede la riduzione del 50% del numero dei consiglieri provinciali e degli assessori provinciali a partire dalla prossima legislatura provinciale.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below