29 agosto 2011 / 16:04 / tra 6 anni

Btp ribassista in chiusura, spread sotto 300 pb, attesa asta

MILANO (Reuters) - Finale di seduta con un marcato segno negativo sul secondario dei Btp, al termine di una sessione dai volumi impalpabili dominata dall‘attesa dell‘asta a medio-lungo di domani.

Tra i pochi titoli scambiati sulla piattaforma telematica Mts, il decennale di riferimento settembre 2021 termina in ribasso di 26 tick per un rendimento di 5,08%, mentre sul mercato grigio il prossimo benchmark marzo 2022 - offerto domani per un importo tra 3 e 3,75 miliardi - evidenzia un calo di 68 punti base a 98,60 dopo un intervallo tra 98,53 e 98,71.

Si assesta intorno ai 290 centesimi secondo i dati TradeWeb il differenziale di rendimento tra Italia e Germania sul tratto decennale.

“Dal momento che per i Btp è stata una seduta assolutamente interlocutoria, come dice il range dei prezzi di una decina di centesimi contro gli 80 del Bund, il movimento dello spread va correlato unicamente a quello del benchmark tedesco” osserva un operatore.

Nemmeno l‘aspettativa del collocamento di domani, quando il ministero dell‘Economia metterà a disposizione degli investitori tra 6 e 8 miliardi in Btp a tre e dieci anni insieme a CctEu, riesce a vivacizzare la seduta.

Al prezzo di 93,60 sul grey market, spiega l‘addetto ai lavori, corrisponde un rendimento lordo di 5,24%, ben al di sotto del 5,77% di fine luglio sul precedente benchmark settembre 2021 cedola 4,75% contro il 5% del nuovo coupon.

“Confrontato in termini di Libor si tratta di un livello sicuramente elevato, ma un rendimento inferiore a 5,50% in questa fase di mercato si può considerare accettabile” osserva.

Tornando a un più generale discorso ‘rischio paese’, l‘attuale rientro dei rendimenti previsto anche per l‘asta di domani lascia comunque l‘Italia rispetto invece al differenziale tra i rendimenti della Spagna e della Germania.

“Il mercato spagnolo è molto più sottile e per questo beneficia maggiormente degli acquisti Bce... C’è anche da dire che Madrid ha già fatto la manovra mentre del nuovo intervento italiano si continua soltanto a parlare e mancano i dettagli più concreti, quelli che i mercati vogliono conoscere prima di decidere se investire in carta italiana” conclude il trader.

Intervenuto nel pomeriggio davanti al Parlamento europeo, il presidente Bce ha ribadito che gli acquisti di governativi sul secondario non interferiscono in alcun modo con la politica monetaria e che l‘intervento di Francoforte non esime i paesi dalla messa a punto delle misure correttive.

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