26 agosto 2011 / 16:03 / tra 6 anni

Btp chiudono poco mossi, spread risale a 300 pb su Bernanke

MILANO (Reuters) - Chiusura poco variata per l‘obbligazionario italiano, che tuttavia vede ritornare, nel corso della seduta, il divario tra Btp decennale e analoga scadenza tedesca a 300 punti base, un livello che non si vedeva dall‘avvio del programma di acquisto titoli spagnoli e italiani da parte della Bce, lo scorso 8 agosto.

“C’è stato un po’ di allargamento contro la Germania in coincidenza con il discorso [del presidente della Fed Ben] Bernanke, ma la curva italiana è rimasta abbastanza ferma” dice un operatore.

La mancanza dell‘annuncio di nuove misure di allentamento quantitativo ha spinto al ribasso i rendimenti dei Treasuries americani e dei Bund tedeschi, mentre i titoli della periferia della zona euro sono rimasti al palo.

“Oggi le banche centrali si sono viste poco sul mercato. Hanno fatto sentire la loro presenza soprattutto nelle fase iniziali della seduta” aggiunge un secondo dealer da Milano. “Le banche centrali si sono mosse ontrobilanciando i primi riposizionamenti in vista dell‘asta del nuovo decennale, in calendario la prossima settimana”.

Il titolo a dieci anni italiano ha chiuso la seduta con un rendimento del 5,071%, rispetto al 5,066% della chiusura di ieri e dopo aver toccato un massimo di seduta di 5,076%.

In concomitanza con l‘atteso discorso a Jackson Hole del governatore della Fed, che ha tratteggiato un quadro a tinte fosche dell‘economia americana rimandando alla prossima riunione del board eventuali decisioni su nuove misure di stimolo [ID:nLDE77P0I7], lo spread tra decennale italiano e analoga scadenza tedesca si è riportato in area 300 punti base.

Negli stessi istanti, si è assistito a una nuova fiammata del Bund, i cui futures sono schizzati ai massimi di seduta, volando a 135,84 punti base, guadagnando un punto pieno dall‘avvio della seduta.

“L‘allargamento di questo pomeriggio è in larga parte dovuto alla nuova fiammata del Bund. Certo è che l‘Italia, pur protetta dallo scudo della Bce, resta sotto pressione più della Spagna” osserva il dealer milanese.

Prova ne è che il differenziale di rendimento tra decennale spagnolo e quello tedesco ha chiuso a 289 punti base, dopo aver toccato un picco di seduta a 293 punti base, mentre lo spread Btp/Bund a 10 anni, dopo aver oscillato in mattinata tra 290 e i 292 punti base, e la successiva fiammata registrata in concomitanza con le parole di Bernanke, ha chiuso la seduta a 296 punti base.

BUONA DOMANDA PER ASTE BOT E CTZ, RENDIMENTI GIU’

In mattinata il Tesoro italiano ha collocato tutti gli 8,5 miliardi di Bot a 6 mesi, con un rendimento del 2,140% dal 2,269% dell‘asta di luglio, ai minimi da giugno scorso, e a un tasso inferiore rispetto al 2,153% riscontrato sul grey market nella fase immediatamente precedente all‘asta.

Il bid-to-cover si è attestato a 1,664, in miglioramento rispetto all‘1,561 dell‘asta di luglio.

“Il livello di rendimento è risultato interessante non solo, come di consueto, per la clientela retail, la cui domanda si è mantenuta sui livelli dello scorso mese, ma anche per le tesorerie e i clienti istituzionali, che sono tornati a investire la loro liquidità in carta italiana” spiega uno specialist.

Sono stati inoltre collocati tutti i 2 miliardi di Ctz offerti, con tasso al 3,408%, leggermente inferiore a quello riscontrato sul mercato. Il tasso è sceso dal 4,038% dell‘asta di luglio, ai minimi dal giugno scorso. Il bid-to-cover è migliorato rispetto a luglio, salendo a 1,936 da 1,657.

“Nel complesso, l‘Italia ha collocato 10,5 miliardi euro, riscontrando una domanda pari a 18 miliardi. Un passo avanti rispetto allo scorso mese, quando l‘Italia aveva collocato 9 miliardi, e aveva ricevuto una domanda di 14 miliardi” nota Chiara Cremonesi, strategist di Unicredit.

Del resto, il mese scorso si era arrivati all‘appuntamento delle aste con una tensione ben maggiore, visto che l‘intera curva italiana era stata vittima di forti vendite a causa dei timori di un‘estensione della crisi debitoria.

Il test più importante saranno però le aste delle scadenze più lunghe, fissate martedì della prossima settimana, di cui ieri il Tesoro ha annunciato i quantitativi [ID:nLDE77O0LC].

In particolare, è stato tenuta in range tra 3 e 3,75 miliardi l‘offerta della prima tranche del nuovo decennale, il marzo 2022, a conferma, da un lato, della buona situazione di cassa del Tesoro, dall‘altro dalla consapevolezza che su quel comparto la domanda “è sicuramente più debole” osserva Alessandro Giansanti, strategist di Ing.

(Elvira Pollina)

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