24 agosto 2011 / 10:43 / 6 anni fa

Marchionne rassicura su titolo Fiat; lancia Montezemolo

di Paolo Biondi

<p>Sergio Marchionne in foto d'archivio. REUTERS/Rebecca Cook</p>

RIMINI (Reuters) - La sua seconda inattesa visita a Rimini al Meeting ciellino in soli tre giorni già di per sé sarebbe una notizia da affidare ad analisti e osservatori politici.

Ma Sergio Marchionne, come già aveva fatto domenica, si è affidato docilmente a più riprese alle domande dei cronisti, rispondendo a tutte le questioni che gli sono state rivolte (seppure in condizioni logisticamente impossibili per la ressa incredibile di telecamere, fotografi, giornalisti e curiosi a caccia di autografi e immagini da immortalare sugli smartphone).

Ha rassicurato sul titolo Fiat, società della quale è amministratore delegato, reduce dalle sofferenze di borsa di questo mese; negato problemi di liquidità e di finanziamento per il suo gruppo; spento i rumour di stampa secondo i quali il quartiere generale dell‘auto potrebbe lasciare il Lingotto, non per gli Stati Uniti, bensì per l‘Olanda; confermato che la crisi del mercato dell‘auto non è finita, ma smentito che ci sia un recessione economica mondiale; smentito nettamente che potrebbe mai fare il ministro dell‘Economia dell‘Italia (“mai”, ha risposto con un ghigno divertito), ma ha lanciato imprevedibilmente Luca Cordero di Montezemolo nell‘agone politico, assicurandogli il suo appoggio “personale”.

Fra tutte, quest‘ultima è stata probabilmente la notizia più sorprendente di questa visita riminese dell‘AD Fiat arrivato questa mattina in sordina, così come domenica quando era venuto per ascoltare l‘intervento al Meeting del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (“gliel‘avevo promesso”, ha detto). Il motivo della visita di oggi è stato ascoltare l‘intervento del presidente della Fiat John Elkann. Fra i due gli scambi di cortesie si sono sprecati - “la mia esperienza lavorativa più importante è stata con Sergio: ci sentiamo tutti i giorni, più volte al giorno”, ha detto il giovane nipote dell‘Avvocato; “un intervento perfetto”, ha risposto Marchionne - ma l‘AD ha oggettivamente rubato la scena al suo presidente, anzi la scena se l’è divorata tutta lui, lasciando solo qualche brandello di immagine ad uno scamiciato Elkann (ieri sera si è presentato a Rimini in polo a maniche lunghe di colore blu, per imitare anche nell‘abito lo stile del suo AD, oggi - come domenica scorsa, del resto - in polo nera d‘ordinanza).

Di Elkann oggi si ricordano una battuta sulla Fiat “che vuole ancora fare auto, l‘Italia deve decidere se vuole fare auto anche lei” e un‘altra sulla Juventus che ha sempre lo scudetto come suo target, rilanciando le speranze di rivincita del popolo bianconero alla vigilia del nuovo campionato.

Marchionne non ha pensato solo alle questioni legate a titolo (che oggi ha ricevuto una iniezione di fiducia anche dalle sue parole e, alle 16,40 sale di oltre il 6%) e del capitale, ma anche alle polemiche legate all‘attuazione di Fabbrica Italia, il piano dell‘azienda per il futuro dei suoi stabilimenti nel nostro Paese.

“La voglia di fare e di continuare ad investire c’è, non è cambiato assolutamente niente”, ha detto, ma se sull‘investimento di Pomigliano si va avanti, Marchionne non ha negato problemi per quelli di Grugliasco e Mirafiori dove restano questioni legali legate alle polemcihe sindacali.

La notizia del giorno così resta quella più lontana dagli interessi e dagli impegni quotidiani dell‘AD di Fiat: la discesa in campo di Montezemolo nell‘agone politico. “Ho un grandissimo rispetto per Luca. A livello internazionale è conosciuto, ha una grandissima credibilità. Ha la grandissima capacità di crearsi delle grandissime squadre intorno in grado di vincere” e se scenderà in politica il presidente della Ferrari (società per la quale l‘annunciata discesa in borsa continua a non essere fra i pensieri a breve del gruppo) avrà “personalmente il mio appoggio, è una brava persona”.

Che doveva dire Marchionne più di così? Ha persino fatto sparire dalla scena del Meeting l‘arrivo del segretario del Pdl Angelino Alfano. Era venuto a cercare a Rimini la serenità delle luci della ribalta, fuggendo le tante polemiche nella maggioranza sulla manovra. Ha trovata forse la serenità, ma non la ribalta. Oggi è tutta per Marchionne.

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