23 agosto 2011 / 13:58 / tra 6 anni

Libia, inviato ribelli: contratti con Italia saranno rispettati

ROMA (Reuters) - La Libia onorerà tutti i suoi contratti con le aziende italiane dopo la rimozione di Muammar Gheddafi dal potere. Lo ha detto oggi l‘inviato del paese nordafricano a Roma, che ha disertato a febbraio unendosi al movimento dei ribelli.

<p>Stazione Eni in foto d'archivio. REUTERS/Remo Casilli</p>

I contratti torneranno in vigore quando ci sarà un governo provvisorio in tutto il paese, ha detto a Reuters Hafed Gaddur.

“Italia e Libia sono due paesi vicini e tutti gli accordi siglati sono nell‘interesse dei due popoli e dei due stati, per cui tutti i contratti che sono stati firmati, saranno confermati”, ha detto Gaddur.

Questa mattina, anche il ministro degli Esteri Franco Frattini aveva detto di aspettarsi una conferma dei contratti con le aziende italiane, anche se alcuni analisti hanno sottolineato come l‘esitazione italiana e l‘iniziale condanna sommessa di Gheddafi potrebbero mettere l‘Italia nelle retrovie per quanto riguarda gli accordi dell‘era post-Gheddafi.

Gli interessi italiani nell‘ex colonia vanno dai grandi giacimenti petroliferi agli accordi nel settore della difesa e in quello edile.

Le azioni di società italiane attive in Libia come Eni hanno fatto registrare un rialzo questa settimana grazie alle speranze in una fine vicina del conflitto.

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