16 agosto 2011 / 10:03 / 6 anni fa

Tensioni mercati alzano la posta dell'incontro Sarkozy-Merkel

di Leigh Thomas e Yan Le Guernigou

<p>Il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel in foto d'archivio. REUTERS/Tobias Schwarz</p>

PARIGI (Reuters) - I leader di Francia e Germania si troveranno oggi di fronte a una dura scelta. Dovranno, cioè, decidere se iniziare a muovere la zona euro vero una più stretta unione fiscale oppure accettare il rischio che il blocco si sfilacci.

Il presidente francese Nicholas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel s‘incontreranno oggi a Parigi per discutere delle ulteriori misure da intraprendere per contenere la crisi debitoria della zona euro, che ora si sta estendendo al cuore della regione.

L‘Italia è stata costretta a inasprire le misure di austerity e le tensioni dei mercati finanziari la scorsa settimana hanno investito la Francia, i cui principali istituti di credito sono stati colpiti da ‘panic selling’, a seguito di rumor secondo cui il Paese sarebbe stato il prossimo a perdere la tripla A nel rating.

Molti analisti sono convinti che l‘unico modo per garantire un finanziamento a costi convenienti agli Stati più finanziariamente dissestati del blocco europeo sarebbe l‘emissione congiunta di eurobond, sebbene funzionari francesi e tedeschi hanno oggi ribadito che la questione non sarà sul tavolo dei colloqui di oggi.

Nonostante il governo tedesco sia da tempo contrario a questa soluzione, comincia ad intravedersi un certo supporto all‘idea. L‘associazione nazionale degli esportatori tedeschi, ieri, ha sottolineato ieri come tutti gli altri modi di combattere la crisi si sono dimostrati inefficaci.

Il Ministro italiano dell‘Economia Giulio Tremonti ha ribadito sabato scorso che gli eurobond sarebbero la soluzione migliore per la crisi dei debiti sovrani che sta affliggendo l‘Europa e alcuni economisti hanno osservato che la zona euro dovrà inevitabilmente arrendersi ad accettare questa idea.

L‘opinione pubblica tedesca, nei mesi in cui l‘economia del Paese marciava a ritmi spediti, si è mostrata contraria ad aumentare il sostegno ai partner più deboli della zona euro.

I dati di oggi hanno messo in evidenza un rallentamento del Pil tedesco nel secondo trimestre, rendendo l‘istituzione di un debito comune della zona euro ancora più difficile da proporre dal punto di vista politico.

“Mentre i politici tedeschi stanno dibattendo sui pro e i contro di avere titoli di debito comuni nella zona euro, il lusso di avere un‘economia in corsa a ritmi ‘meravigliosi’ sta venendo meno” sottolinea Carsten Brzeski di Ing.

Nel secondo trimestre l‘economia tedesca è cresciuta dello 0,1%, mentre quella francese è rimasta ferma. [ID:nLDE77F03]E

“COLLASSO DELLA ZONA EURO”

L‘economista francese Jacques Delpla, coautore di un saggio in cui vengono proposte ipotesi di funzionamento degli eurobond, ha affermato che la zona euro rischia il collasso a meno che i leader non vadano oltre l‘accordo raggiunto lo scorso 21 luglio nel vertice di emergenza sulla crisi debitoria.

“Se ci atteniamo all‘accordo del 21 luglio, allora prima della fine dell‘anno non ci sarà più una zona euro, a meno che la Bce non compri ogni cosa” ha detto Delpla.

Nel vertice di luglio, i leader della zona euro si sono accordati per un secondo pacchetto di aiuti alla Grecia e per dare al Fondo di salvataggio europeo Efsf più ampi poteri, ma la mossa ha fornito solo una breve sollievo alla crisi del debito, che ha costretto la Banca centrale europea ad acquistare titoli spagnoli e italiani la scorsa settimana [ID:nLDE77F04A].

Eurobond a parte, Sarkozy e Merkel si concentreranno sulle proposte per migliorare la governance economica della zona euro, tema, che, avevano assicurato agli altri leader europei all‘ultimo vertice, avrebbero affrontato entro la fine di agosto.

Nel dettaglio, potrebbero discutere di tenere regolari vertici della zona euro, come la Francia richiede da tempo, o di modalità per migliorare il monitoraggio delle politiche fiscali dei partner.

L‘economista Frederic Bonnevay, del think-tank Institute Montaigne, sostiene che la necessità di misure radicali, anche se gli eurobond dovessero per il momento restare esclusi.

“Le dimensioni e i poteri del fondo europeo di salvataggio devono essere estese drammaticamente, questo non è un segreto per nessuno” ha commentato, suggerendo che la potenza di fuoco del Fondo dovrebbe essere alzata a 1.000 miliardi di euro dagli attuali 440 miliardi.

Sarkozy, che ha interrotto le sue vacanze estive la scorsa settimana per affrontare il tracollo dei titoli azionari francesi, incontrerà attorno all‘ora di pranzo il primo ministro Francois Fillon per mettere a punto la posizione della Francia prima dell‘incontro con Angela Merkel.

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