12 agosto 2011 / 07:38 / tra 6 anni

Obama: presto nuove idee per il mercato del lavoro

HOLLAND, Michigan (Reuters) - Il presidente americano Barack Obama ha preso le distanze da un Congresso profondamente diviso assicurando che proporrà idee nuove per creare posti di lavoro e colpire i battibecchi di alcuni politici che ostacolano la ripresa.

<p>11 agosto 2011, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama a Holland, nel Michigan. REUTERS/Larry Downing</p>

In un discorso appassionato ai lavoratori del settore auto del Michigan, Obama ha definito il declassamento del rating Usa della scorsa settimana una “ferita auto-inflitta” aggiungendo che il rifiuto di mettere il Paese davanti ai partiti ha avuto ripercussioni sull‘economia.

“Ci sono alcune persone nel Congresso che preferirebbero vedere i rivali politici perdere piuttosto che l‘America vincere. Bisogna smetterla”, ha detto alla Johnson Controls, che sta aumentando la produzione di batterie per auto ibride ed elettriche.

Le speranze di Obama di essere rieletto nel 2012 dipendono dal suo eventuale successo nel ridurre il tasso di disoccupazione, attualmente oltre il 9%, nel far ripartire la debole crescita e nel recuperare la fiducia persa dopo il declassamento di Standard & Poor’s e i difficili colloqui sul debito.

“Farò più proposte, di settimana in settimana, che favoriranno le assunzioni nelle aziende e faranno rientrare la gente nel mercato del lavoro”, ha detto in Michigan.

Tuttavia Obama non è sceso nei dettagli delle nuove iniziative limitandosi a rinnovare la sua richiesta affinché il Congresso estenda il taglio delle tasse sui salari, faccia procedere gli accordi commerciali con la Corea del Sud, Panama e Colombia e approvi una riforma dei brevetti.

Il presidente dispone di pochi strumenti per aumentare la crescita. Gli stimoli fiscali attuati durante la recessione del 2008-2009 - tra cui aiuti multi-miliardari al settore automobilistico - hanno avuto vaste ripercussioni sul deficit.

Ora sugli Stati uniti grava la pressione dei mercati per ridurre il deficit o fare i conti con maggiori costi per finanziamenti.

I Repubblicani al Congresso - e nei preparativi alla campagna presidenziale - si oppongono a nuovi e imponenti programmi di spesa e lasciano poco spazio alla Casa Bianca per potenziare le assunzioni attraverso piani sui lavori pubblici o sugli incentivi alle aziende.

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