11 agosto 2011 / 09:58 / tra 6 anni

Manovra tocca pensioni e rendite, Berlusconi vede Draghi

di Francesca Piscioneri

<p>Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. REUTERS/Tony Gentile</p>

ROMA (Reuters) - La nuova manovra che il governo italiano si appresta a varare con decreto per anticipare al 2013 il pareggio di bilancio conterrà probabilmente tagli alle pensioni, liberalizzazioni e un‘armonizzazione al 20% della tassazione sulle rendite finanziarie, esclusi i titoli di Stato.

Allo studio anche la privatizzazione dei servizi pubblici locali, tagli “incisivi” sui costi della politica e un “contributo di solidarietà” che potrebbe preludere a qualche forma di tassazione extra per gli alti redditi.

I capitoli di intervento sono stati illustrati stamani in Parlamento dal ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti, e sono in linea con le richieste avanzate dalla Bce in una lettera “confidenziale” inviata a Roma nei giorni scorsi.

I tempi di approvazione delle misure subiscono accelerazioni ora dopo ora e c’è chi ipotizza un Consiglio dei ministri domani o addirittura stasera dopo che Tremonti e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avranno incontrato al Quirinale il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

L‘incontro è in agenda per le 17,30 e poco prima Berlusconi ha visto a Chigi il governatore di Bankitalia, Mario Draghi.

FRONDA PDL MINACCIA DI NON VOTARE DECRETO

Sì dunque a una “piena” liberalizzazione dei servizi pubblici locali e professionali, e privatizzazioni su larga scala dei servizi locali. E porta aperta alla volontà di Francoforte di intervenire sulle “pensioni di anzianità e sull‘età per le donne nel privato”, nonostante l‘opposizione di sindacati e Lega nord.

Apertura anche sulla richiesta delle parti sociali di norme più incisive sulla tracciabilità dei pagamenti per combattere l‘evasione fiscale.

Il ministro è invece cauto sulle proposte della Banca centrale riguardo a licenziamenti di personale più facili, e respinge la richiesta di tagliare gli stipendi dei dipendenti pubblici.

“Non è detto che questa misura debba essere oggetto” delle scelte del governo, ha detto Tremonti. Poi, in sede di replica ha precisato: “L‘ipotesi di riduzione degli stipendi pubblici è stata fatta in sede europea ma noi non abbiamo intenzione di ridurre gli stipendi”.

L‘intervento del ministro ha deluso molti, non solo nella maggioranza. Umberto Bossi lo ha definito “fumoso” mentre una fronda di quattro parlamentari del Pdl, fra i quali il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, hanno avvisato Tremonti di non dare per scontato il loro voto alla manovra.

NUMERI MANOVRA 2012-2013 DA DEFINIRE

Tremonti ha ricordato che la manovra dovrà essere “molto forte sul 2012 e 2013” ma non ha fornito dettagli in vista del Consiglio dei ministri previsto per dare il via libera al decreto anti crisi.

“Il baricentro è da fissare, i numeri sono in corso di elaborazione”.

Altro impegno preso con la Bce e gli altri leader europei quello di inserire in Costituzione il vincolo sul pareggio di bilancio.

Tremonti ha sostenuto l‘urgenza di questa misura suggerendo però che la nuova norma tenga conto “del ciclo economico, di eventi eccezionali da definire in una logica del rigore e di investimenti che hanno logiche di ammortamento”.

I nuovi obiettivi di deficit/Pil dell‘Italia diventano 3,8% per il 2011 (dal 3,9%), 1,5%-1,7% per il 2012 (da 2,7%), per poi centrare il pareggio nel 2013.

La correzione del deficit di quest‘anno deve essere dunque rafforzata di 0,1 punti di Pil e quella del prossimo di circa 1-1,2 punti, per un totale di circa 20 miliardi di euro.

--Hanno collaborato Giselda Vagnoni, Roberto Landucci

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