4 agosto 2011 / 10:54 / tra 6 anni

Crisi, Berlusconi apre a parti sociali: accordo su vostre idee

ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, apre alle parti sociali e propone un Patto condiviso per rilanciare la crescita sulla base delle proposte di imprese e sindacati. La mossa del premier arriva dopo che le associazioni di imprese e lavoratori, convocate stamattina presto in foresteria dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, si sono presentate al tavolo del governo con un testo comune di proposte, a partire da interventi sul fisco e le infrastrutture.

<p>Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. REUTERS/Tony Gentile</p>

“Siamo qui per cercare un accordo che si basa sulle vostre piattaforme e proposte. Sediamo al tavolo per arrivare a patti utili per il Paese”, ha detto il premier secondo quanto riferito da una fonte presente all‘incontro fissato per discutere i temi della crisi e tentare di dare impulso alla crescita, mentre l‘Italia è colpita dalle turbolenze dei mercati che hanno portato spread dei titoti di Stato e rendimenti a livelli record nelle scorse settimane.

Anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, durante il suo intervento, propone di stilare al termine della riunione un documento che metta insieme le idee del governo e quelle delle associazioni.

“Possiamo produrre un documento alla fine di questa riunione con punti comuni, se condivisi, e altri da aggiungere facendolo seguire da riunioni o da tavoli”, ha detto Sacconi secondo quanto riferito da una fonte. “Lo vedremo lungo il percorso purché si riesca a dare discontinuità rispetto al passato e con tutto il rispetto del lavoro già fatto insieme”.

La riunione è presieduta da Berlusconi - presente anche il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti - che ieri, nel suo intervento alla Camera, ha annunciato che avrebbe sottoposto a imprese e sindacati la bozza di riforma dello Statuto dei lavoratori.

Nel testo delle parti sociali non è prevista però nessuna modifica allo Statuto dei lavoratori.

Berlusconi ha aperto la riunione invitando tutti a uno sforzo corale per uscire dalla crisi ma ha deluso chi si aspettata l‘annuncio di qualche misura concreta.

Riferisce una fonte sindacale che l‘intervento del premier, durato circa 25 minuti, è stato per lo più uno sfogo sul tema della giustizia - ostilità della magistratura e Corte Costituzionale, necessità di una legge sulle intercettazioni - e una lamentela per gli scarsi poteri del capo del governo.

La parola è poi passata a Tremonti.

(Francesca Piscioneri)

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