3 agosto 2011 / 07:48 / tra 6 anni

Italia, indice Pmi servizi segna nuova contrazione a luglio

ROMA (Reuters) - Secondo mese consecutivo di contrazione per il terziario italiano, la cui perdita di slancio di rivela inferiore al consensus pur in presenza di una caduta della voce aspettative al minimo da oltre due anni.

<p>Italia, indice Pmi servizi segna nuova contrazione a luglio. REUTERS/Paolo Bona</p>

A cura di Markit e Adaci, l‘indagine congiunturale sui direttori acquisto del settore servizi, che copre categorie che vanno da alberghi a banche, mostra in luglio un lieve recupero a 48,6 dopo il 47,4 del mese precedente, confermandosi però al di sotto del discrimine dei cinquanta punti che separa espansione da contrazione.

Pubblicato l‘altroieri, l‘analogo indice Markit sullo stato di salute del manifatturiero ha evidenziato una frazionale risalita a 50,1 da 49,9 di giugno [ID:nLDE76S1F3]: entrambe le indagini parlano dunque di un‘economia in fase al massimo stagnante.

“Per i fornitori di servizi la seconda parte dell‘anno inizia su livelli omogenei a quelli di fine semestre, con una caduta dei nuovi ordini che si ripercuote sulle voci produzione e tagli di organico” commenta l‘economista Markit Phil Smith.

“Tenendo conto dei tagli di organico in altri settori dell‘economia e del deterioramento nella fiducia di imprese e consumatori, le prospettive di crescita nel breve termine sono quindi a tinte fosche” aggiunge.

La mediana delle stime raccolte da Reuters prospettava peraltro per luglio una lettura ancora più negativa, con una proiezione di 47,0 e previsioni in una forchetta tra 45,8 e 48,5.

Nel periodo in osservazione, dice l‘indagine, i capitoli occupazione e nuovi ordini mostrano una contrazione a ritmo lievemente inferiore di quanto registrato a giugno.

In marcato deterioramento invece la voce aspettative, il cui sottoindice resta oltre i 50 punti ma rallenta da 68,7 a 65,4, minimo da marzo 2009.

L‘anemia della crescita e il clima politico interno relativamente instabile hanno reso ormai da settimane il mercato italiano la nuova vittima preferita della speculazione.

Il rendimento del benchmark Btp a dieci anni è tornato ieri a superare la soglia del 6%, con costi di raccolta che si fanno progressivamente più onerosi e potrebbero trasformarsi in una vera e propria crisi finanziaria per la terza economia della zona euro.

La deludente lettura degli indici Pmi è peraltro compatibile con la debolezza degli ultimi indicatori sul ciclo italiano.

Luglio ha fatto registrare il quarto mese consecutivo di peggioramento nella fiducia delle imprese, ormai sui minimi da un anno, e ugualmente deteriorato appare il morale dei consumatori.

Guardano alle singole voci dell‘indice generale, Smith rileva da ultimo una preoccupante tendenza all‘accelerazione dei costi che spinge le aziende a un incremento delle tariffe.

(Gavin Jones)

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