1 agosto 2011 / 10:34 / 6 anni fa

Crisi, Berlusconi torna in campo e parla alla Camera

* Berlusconi mercoledì interviene a Camera e Senato

<p>Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

* Giovedì incontra a Palazzo Chigi le parti sociali

* Parti sociali hanno chiesto “svolta” contro crisi

di Francesca Piscioneri

ROMA (Reuters) - Silvio Berlusconi tenta di ridare lustro alla propria leadership e dopo giorni di silenzi e basso profilo fa sapere che questa settimana riferirà in Parlamento e incontrerà sindacati e Confindustria sulla crisi economica e finanziaria.

“Il presidente del Consiglio ha dato la propria disponibilità a una informativa sulla situazione economica” mercoledì pomeriggio prima alla Camera e poi al Senato, riferisce una fonte governativa mentre lo spread fra Btp e Bund tocca i 334 punti base anche dopo l‘accordo sul debito Usa.

“Berlusconi parteciperà all‘incontro con la Confindustria, con i sindacati e con le parti sociali” giovedì, annuncia il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto.

La settimana scorsa i principali sindacati e associazioni di imprenditori, banchieri e commercianti hanno espresso in un comunicato congiunto “preoccupazione” per il recente andamento dei mercati finanziari e chiesto al governo “una discontinuità” capace di assicurare la sostenibilità del debito.

Lo stesso Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che ha rinviato le ferie per continuare a monitorare gli sviluppi della politica e dei mercati, ha chiesto una svolta “non foss‘altro per istinto di sopravvivenza nazionale”.

“Il governo risponde al nostro appello forte ed esercitare ognuno il suo ruolo con responsabilità. Il merito lo vedremo giovedì”, ha osservato Giorgio Santini, numero due della Cisl.

Il momento è delicato e il premier è stretto fra le turbolenze dei mercati e quelle del governo che nelle ultime settimane hanno visto un forte indebolimento del ministro dell‘Economia Giulio Tremonti per i suoi rapporti con l‘ex consigliere politico Marco Milanese indagato per corruzione e associazione a delinquere.

Il premier deve soppesare bene le sue mosse, mentre i giornali pullulano di dibattiti sul ‘dopo Berlusconi’. Dal governo di unità nazionale, a quello tecnico, si discutono tutte le ipotesi, tranne quella che il Cavaliere resti in sella sino a fine mandato nel 2013.

Da qui, probabilmente, la decisione di spiazzare tutti e di metterci la faccia.

BERLUSCONI TORNA AL TAVOLO CON CAMUSSO E MARCEGAGLIA INSIEME

“Berlusconi deve venire subito in aula per almeno due motivi: certamente, per riferire sulla drammatica condizione economico-finanziaria-sociale e poi per congedarsi definitivamente, così da lasciare il Paese in mani più sagge e capaci”, invocava ancora stamani il capogruppo dell‘Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario.

Ma la decisione di riferire in Parlamento sembra più legata al desiderio di rilanciare la sua leadership che ad un abbandono.

“In una situazione dell‘economia internazionale così delicata, anche se oggi essa segna qualche segnale positivo, sarebbe irresponsabile una crisi al buio”, dice Cicchitto.

Nella stesso modo può essere letta la decisione di incontrare in prima persona le parti sociali ed evitare di essere superato a destra da Pd e Udc che già si erano mosse in questa direzione.

Berlusconi in un primo momento ha mandato avanti il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che in mattinata ha dato l‘annuncio dell‘avvio del confronto. Poi ha deciso di presenziare egli stesso l‘incontro.

Il Parlamento ha approvato in gran fretta nelle scorse settimane la manovra da circa 48 miliardi di correzione dei conti pubblici che dovrebbe consentire all‘Italia di centrare il pareggio di bilancio nel 2014. Non mancano rumour però sulla possibilità che già questo autunno, a causa dell‘aumento dell‘onere sul debito, si possa decidere di anticipare alcune misure attualmente previste per il 2013-2014.

I temi dell‘incontro vanno “dal monitoraggio degli investimenti infrastrutturali, alla riforma fiscale, al credito alle attività produttive, agli accordi sindacali aziendali”, ha detto Sacconi aggiungendo che “l‘economia e la società italiana hanno buoni fondamentali sui quali e possibile costruire una maggiore crescita”.

La grande novità che Berlusconi si troverà ad affrontare è una convergenza di vedute sulla urgenza della crisi fra le principali associazioni - in primis Confindustria e Cgil capitanate dalle leader Emma Marcegaglia e Susanna Camusso, con l‘appoggio di Cisl e Abi.

Due notazioni a indicare che i tempi stanno mutando: il neo segretario del Pdl, Angelino Alfano, ha chiesto un incontro con la ‘nemica’ Camusso; Abi e Confindustria sono fra i più critici con l‘esecutivo. Marcegaglia aveva chiesto addirittura un confronto aperto anche all‘opposizione (ma si dovrà accontentare di incontrare Pd e Udc il giorno prima).

- ha contribuito Antonella Cinelli

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