29 luglio 2011 / 15:08 / 6 anni fa

Usa, Obama al Congresso: uscire da "pasticcio" debito

di Richard Cowan e Deborah Charles

<p>Il presidente Usa Barack Obama. REUTERS/Jason Reed</p>

WASHINGTON (Reuters) - A quattro giorni dalla deadline per evitare il default, il presidente Usa Barack Obama ha detto oggi a repubblicani e democratici, profondamente divisi sul tema dell‘innalzamento del tetto del debito, di smettere di litigare e di trovare una soluzione “per uscire da questo pasticcio”.

Obama ha detto che il piano di riduzione del deficit presentato dai repubblicani al Congresso sarebbe bocciato al Senato, dove i democratici hanno la maggioranza, per cui rappresenta semplicemente una perdita di tempo. Il presidente ha invocato un compromesso e ha detto che le due parti non sono poi così lontane sui tagli alle spese.

“Ci sono tanti modi per uscire da questo pasticcio ma il tempo sta quasi per scadere”, ha detto Obama, aggiungendo che il rating tripla A degli Stati Uniti è a rischio.

Gli Stati Uniti, se non dovessero innalzare il tetto del debito entro il 2 agosto, non sarebbero in grado di far fronte ad alcuni pagamenti andando in default tecnico ed esponendosi al rischio di downgrade.

Le preoccupazioni sullo stato dell‘economia americana si sono moltiplicate oggi dopo che un rapporto del governo ha mostrato una crescita più debole rispetto alle aspettative nel secondo trimestre, aumentando il rischio di recessione.

Obama ha parlato mentre i leader repubblicani stanno cercando affannosamente di rivedere il loro piano sul debito, per ottenere l‘appoggio dei conservatori e permettere al piano di passare alla Camera. Questo ostacolo deve essere superato prima che si inizi a lavorare sul compromesso con i democratici, sostengono sia i deputati che la Casa Bianca.

Il leader mondiali sono rimasti attoniti di fronte al disaccordo che regna a Washington, che ha portato gli Stati Uniti sull‘orlo del default. Il presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick ha detto oggi che gli Usa stanno scherzando con il fuoco.

Il più importante creditore degli Usa, la Cina, ha più volte invitato Washington a proteggere i suoi investimenti nel dollaro e l‘agenzia di stampa statale cinese ha scritto che gli Stati Uniti sono “intrappolati” da politiche “pericolosamente irresponsabili”.

Con il tempo che sta scadendo, il presidente Usa ha invitato i cittadini americani a intervenire direttamente chiamando, mandando mail o messaggi su Twitter ai propri deputati.

Nel giro di pochi minuti, la Camera è stata sommersa di telefonate, con conseguente intasamento delle linee, hanno detto funzionari.

L‘invito di Obama al compromesso e gli sforzi repubblicani per superare lo stallo con i conservatori hanno temporaneamente placato l‘agitazione sui mercati.

Il dollaro ha limitato i danni, dopo essere precipitato ai mini storici nei confronti del franco svizzero oggi, per via delle preoccupazioni sul debito e della scarsa crescita dell‘economia.

Le quotazioni delle azioni Usa, che sono calate per il quinto giorno consecutivo, hanno fatto segnare una ripresa dopo il discorso del presidente.

OSTACOLO AL COMPROMESSO

Il fallimento dello speaker della Camera John Boehner nell‘ottenere un ampio sostegno per il suo piano ha esposto il partito repubblicano ad una spaccatura che complica ulteriormente la ricerca di un compromesso sull‘innalzamento del debito entro il 2 agosto.

Il nuovo piano prevede requisiti più severi per il Congresso per approvare un emendamento alla Costituzione che imponga il pareggio di bilancio, una richiesta che i repubblicani conservatori fanno da tempo e che loro ritengono sia l‘unico modo per controllare le spese di Washington. Questa misura, che potrebbe anche passare alla Camera, dovrebbe però essere respinta al Senato, dove i democratici hanno la maggioranza.

A questo punto gli sforzi si spostano sulla ricerca di un compromesso, e per Boehner questo significherebbe cercare un accordo che garantisca abbastanza voti da parte dei democratici per sopperire all‘inevitabile no del Tea Party, alleato dei repubblicani, alla Camera. L‘immobilismo della Camera ha spinto il leader della maggioranza al Senato Harry Reid, un democratico, a lanciare l‘allarme, perché il paese non può più aspettare, e a invocare le misure necessarie affinché la legge passi al Senato.

Reid ha anche chiesto al leader dei repubblicani al Senato Mitch McConnell di collaborare immediatamente con lui su una legge, che segni un compromesso tra le parti, che possa essere emanata prima del 2 agosto.

Con quattro giorni a disposizione, il Tesoro ha fatto sapere che svelerà un piano di emergenza per spiegare come il governo agirà e pagherà i suoi debiti se il Congresso non dovesse raggiungere un accordo per innalzare il tetto del debito oltre i 14.300 miliardi. Ma questo annuncio non arriverà prima della chiusura dei mercati di oggi.

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