29 luglio 2011 / 10:13 / 6 anni fa

Greggio scende 117 dollari, debito Europa e Usa sullo sfondo

LONDRA (Reuters) - Il prezzo del petrolio resta vicino a 117 dollari al barile con una tendenza al ribasso. Gli investitori attendono ancora una soluzione allo stallo politico all‘interno del Congresso statunitense sull‘innalzamento del tetto del debito pubblico.

Alle 11,30 italiane il prezzo del futures Brent era in calo di 24 centesimi a 117,12 dollari al barile mentre il light crude statunitense perdeva 54 centesimi a 96,90 dollari al barile.

Resta ancora lontano un accordo tra Democratici e Repubblicani del Congresso Usa per evitare l‘evento senza precedenti di un default statunitense.

“Sembra che un accordo si possa raggiungere solo all‘ultimo minuto” dice Bak Jensen, un analista della Global Risk Management. “Credo che alla fine si troverà [un‘intesa] perché non farlo sarebbe molto costoso per i cittadini e se questo fosse il caso poi l‘amministrazione rischierebbe di perdere le prossime elezioni”.

Nonostante i problemi statunitensi il dollaro ha guadagnato terreno oggi rispetto alle maggiori valute estere con gli investitori che escono dalle proprie posizioni in euro e comprano dollari a seguito della crisi dei debiti sovrani europei ancora in corso. Generalmente un dollaro più forte influisce negativamente sul prezzo del petrolio perché rende più costoso l‘uso di altre valute per chi intende acquistare greggio.

“Un dollaro più forte pesa in particolare sul prezzo del WTI americano”, ha detto Carsten Fritsch di Commerzbank.

Secondo Bak Jensen gli investitori baseranno ora le scelte da prendere sul mercato petrolifero in base a quanto accadrà su quello azionario: “Potrebbe essere una giornata piuttosto tranquilla”, ha detto.

Giovedì ha contribuito a un rialzo dei prezzi anche la decisione dei produttori di greggio del Golfo del Messico di ridurre la produzione di petrolio e di gas naturale nell‘area, come precauzione contro la tempesta tropicale Don che si sta spostando verso la costa nord occidentale del Texas. Ma la riduzione è stata solo di un 7%, secondo i dati ufficiali del governo Usa. Inoltre, secondo gli analisti, la relativa debolezza della tempesta e la sua posizione rendono un blocco prolungato della produzione piuttosto improbabile.

L‘amministratore delegato della Shell Peter Voser ha detto a Reuters che il prezzo del greggio è rimasto alto perché il mercato ritiene che la capacità produttiva del cartello dei paesi produttori, l‘Opec, sia scesa rapidamente sotto i 2 milioni di barili al giorno. Questo nonostante a luglio ci si aspetti dall‘Opec la maggiore produzione di petrolio degli ultimi tre anni.

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