28 luglio 2011 / 09:59 / 6 anni fa

Banche, Boi: in trim2 più cara raccolta bond e cartolarizzazioni

ROMA (Reuters) - Nel secondo trimestre del 2011 le banche italiane hanno incontrato maggiori difficoltà nell‘accesso al mercato all‘ingrosso del finanziamento: bond e cartolarizzazioni. Difficoltà che si protrarranno anche nel terzo trimestre.

E’ quanto emerge dal sondaggio trimestrale condotto da Banca d‘Italia.

Le banche intervistate, si legge nel commento, “hanno riportato un peggioramento nelle condizioni di accesso alle fonti di finanziamento all‘ingrosso, che si protrarrebbe al trimestre successivo (in particolare nel mercato obbligazionario a medio-lungo termine e in quello delle cartolarizzazioni)”.

Maggiori difficoltà nell‘accesso al credito lo hanno dovuto affrontare anche le imprese più grandi e con maggiore indebitamento.

Dal sondaggio infatti emerge che “nel secondo trimestre del 2011 i criteri di erogazione dei prestiti alle imprese hanno registrato un modesto irrigidimento, prevalentemente con riferimento alle grandi aziende, sia per il maggior rischio di credito percepito, sia per il costo della raccolta e i vincoli di bilancio delle banche; tale irrigidimento si sarebbe tradotto in un aumento dei margini applicati sui prestiti più rischiosi e non in vincoli alle quantità erogate”.

L‘andamento appare ancora più marcato se si guarda alle banche estere: “Il confronto tra le risposte delle banche italiane con quelle delle banche dell‘area dell‘euro evidenzia, per i prestiti alle imprese, un irrigidimento delle politiche creditizie lievemente più marcato nel nostro Paese, dovuto soprattutto a un più marcato aumento del rischio percepito da parte delle banche italiane”.

Secondo Banca d‘Italia nel periodo in questione invece le banche non hanno modificato la loro strategia per l‘erogazione dei mutui: “I criteri di offerta dei prestiti alle famiglie per l‘acquisto di abitazioni sono rimasti invariati, mentre hanno registrato un lieve irrigidimento quelli per il credito al consumo e gli altri prestiti”.

Le banche italiane, spiega ancora l‘indagine, hanno dovuto fare i conti con un calo di richieste di finanziamento da parte dei clienti: “La crescita della domanda di prestiti delle imprese e delle famiglie sarebbe proseguita a ritmi inferiori al trimestre precedente.”.

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