27 luglio 2011 / 07:54 / tra 6 anni

Borsa Milano affonda con i finanziari, bene Impregilo e Pirelli

<p>Borsa di Milano in foto d'archivio. REUTERS/Stefano Rellandini</p>

MILANO (Reuters) - I timori che gli Stati Uniti non riusciranno ad evitare il default sul debito, uniti all‘allargamento dello spread Btp/Bund, affossano i bancari e, di conseguenza, Piazza Affari.

A scandire la seduta del listino milanese, caratterizzata da elevata volatilità, sono stati anche i risultati trimestrali, che hanno mostrato luci e ombre.

In una breve nota dedicata agli elementi che potrebbero dare slancio ai mercati azionari oppure farli precipitare ulteriormente, John Velis, head of capital market research Europe di Russell Investments, indica lo stato di salute buono del settore corporate tra i fattori di ottimismo.

D‘altro canto, Velis sottolinea “l‘abbondanza di rischi”, in particolare sul fronte del debito sovrano, che potrebbero determinare una flessione ulteriore delle borse.

Per quanto riguarda l‘Italia, un dealer afferma che “manca la fiducia, non è speculazione. Bisogna reagire, ma non c’è direzione politica, innanzitutto”. Il rendimento dei Btp oltre il 6%, secondo il dealer, “significa che c’è una grande mancanza di fiducia nei confronti del nostro paese. E’ allarme rosso”.

In chiusura, l‘indice FTSE Mib ha perso il 2,81%, l‘AllShares il 2,65% e il MidCap il 2,17%. Volumi per un controvalore di circa 2,45 miliardi di euro.

* Come di consueto, i bancari hanno determinato l‘andamento di Piazza Affari. UBI ha ceduto il 5,68%, INTESA SANPAOLO il 5,12%, UNICREDIT il 4,3%, BANCO POPOLARE il 5,37%, MEDIOBANCA il 4,93% e POPOLARE MILANO il 3,49%. Nomura ha tagliato i target price dei principali istituti italiani, per incorporare un rallentamento della crescita degli utili e gli aumenti di capitale, mentre, in Europa, Goldman Sachs ha effettuato un downgrade sul comparto a ‘neutral’ da ‘overweight’.

* Male i bancari non compresi nell‘indice Ftse Mib. CARIGE è arretrata del 4,62% e CREDITO EMILIANO del 4,55%.

* Pesante il risparmio gestito. MEDIOLANUM è arretrata del 3,99% dopo aver archiviato il secondo trimestre con un utile netto in crescita del 14% e aver svalutato titoli greci. In scia AZIMUT (-3,85%) e BANCA GENERALI (-2,7%).

* In rosso pure gli assicurativi, con GENERALI che ha lasciato sul terreno il 3,25% e FONDIARIA.SAI il 5,81%. Fuori dal paniere principale, UNIPOL -4,29%.

* Nel quadro di un settore automotive europeo (-2,15%) penalizzato da segnali negativi provenienti da Peugeot e Daimler, FIAT, già ieri sotto pressione per i timori sul debito emersi nella trimestrale, ha perso il 3,77%. In una breve nota dedicata all‘impatto sul credito dei risultati trimestrali del Lingotto, Natixis scrive di ritenere che “Moody’s e Fitch dovrebbero concludere la revisione (del merito di credito) con un downgrade a ‘BB’, con outlook negativo”. Natixis sottolinea che i Cds e livelli di cassa di Fiat già riflettono un rating di categoria ‘B’.

* Sulla stessa lunghezza d‘onda la controllante EXOR (-3,8%). Meglio FIAT INDUSTRIAL: -0,27%.

* Fuori dal coro PIRELLI, che è salita dell‘1,2% dopo aver migliorato i target sull‘anno in seguito ad un primo semestre confortante.

* Nel settore, PIAGGIO (+4,92%) ha beneficiato di risultati semestrali superiori al consensus degli analisti. Al traino la controllante IMMSI: +3,63%.

* IMPREGILO (+1,41%), secondo l‘interpretazione degli operatori, ha beneficiato delle indiscrezioni di stampa su un‘accelerazione dell‘ipotesi di riassetto dell‘azionariato.

* Fiacca SNAM RETE GAS (-1,33%), nella giornata in cui ha pubblicato i risultati del primo semestre.

* Positiva ANSALDO STS (+1,04%), dopo lo scivolone di ieri sul taglio della guidance. In una nota sui risultati del secondo trimestre, Nomura conferma il rating ‘buy’, spiegando che la revisione delle previsioni ha spinto il titolo più in basso delle attese. Secondo il broker, “il mercato sta sottostimando la stabilità dei ricavi di Ansaldo Sts”.

* Tra le mid cap, volo di AMPLIFON (+5,57%), grazie ad un semestre con ricavi e margini in forte crescita.

* TELECOM ITALIA MEDIA è avanzata dell‘1,3% dopo i risultati semestrali e, soprattutto, in seguito alle parole dell‘AD Giovanni Stella sulla valorizzazione della società.

* Al galoppo DMT (+5,27%): secondo una fonte vicina al dossier, il Cda di domani, che approverà i risultati del secondo trimestre, affronterà anche il tema dell‘incorporazione in Elettronica Industriale (EI), controllata MEDIASET (-0,72%), e darà con ogni probabilità il via libera all‘operazione.

* Pesante AEFFE (-4,32%), sebbene il gruppo del lusso abbia chiuso il primo semestre con una perdita inferiore allo stesso periodo del 2010.

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