26 luglio 2011 / 14:28 / tra 6 anni

Fiat, debito delude ma per Marchionne meglio di 2010

di Massimo Gaia

<p>Logo Fiat in foto d'archivio. REUTERS/Kevin Lamarque</p>

MILANO (Reuters) - La stima sul debito industriale netto di Fiat a fine anno è inferiore a quella che proiettano i risultati pro-forma della casa di Torino e di Chrysler per il 2010.

E’ quanto ha detto l‘AD Sergio Marchionne nel corso della conference call di presentazione dei risultati del secondo trimestre.

“L‘indebitamento industriale netto 2011 a 5-5,5 miliardi di euro è inferiore ai 6,3 miliardi dei risultati pro-forma” di Fiat e Chrysler, ha spiegato Marchionne.

Nonostante la società abbia annunciato un trimestre migliore delle attese e la revisione al rialzo dei target 2011, il mercato ha reagito negativamente alla previsione sul debito a fine anno, dato che il consensus parlava di 4,8 miliardi.

LIQUIDITA’ SUFFICIENTE PER QUOTA VEBA IN CHRYSLER

Nel corso della conference call, Marchionne ha affermato che il gruppo avrebbe liquidità sufficiente per acquisire la quota di Chrysler in mano a Veba, se lo volesse, aggiungendo che è necessario trovare una via d‘uscita dell‘investimento del fondo sanitario del sindacato Usa nella casa di Detroit.

Alla fine del secondo trimestre la liquidità del gruppo si attestava a 19 miliardi.

L‘AD ha sottolineato che le varie opzioni riguardanti l‘oltre 40% in Chrysler di Veba - su cui Fiat ha un‘opzione - non metterebbero a rischio il merito di credito di Fiat. A proposito del rapporto con le agenzie di rating, Marchionne ha confessato di non capirne lo “scetticismo” rispetto all‘integrazione con Chrysler.

MERCATO AUTO ITALIA IN DIFFICOLTA’, BENE BRASILE

Fiat, si legge nelle slide pubblicate per la presentazione dei risultati, stima che il mercato dell‘auto italiano nel 2011 registrerà immatricolazioni pari a circa 1,8 milioni di unità, livello minimo dal 1996.

Fiat Group Automobiles (Fga) vede un miglioramento della quota di mercato in Italia e in Europa nel corso dell‘anno, si legge ancora nelle slide. Fga, inoltre, stima una quota di mercato in Brasile in linea con quella dell‘anno scorso.

In Brasile, ricorda Fiat, verranno investiti 10 miliardi di real fra quest‘anno e il 2014, e verrà costruito un nuovo impianto a Pernambuco (avvio dei lavori nella seconda metà del 2011, produzione a partire dal 2013).

Il Lingotto prevede una crescita del mercato delle auto e dei veicoli commerciali in Brasile nel 2012 rispetto a quest‘anno. Nelle slide si legge che il mercato brasiliano delle auto nel 2011 crescerà del 5%, mentre quello dei veicoli commerciali registrerà un incremento del 13%.

ACCORDI FABBRICA ITALIA NON RINEGOZIABILI

Una slide è dedicata ai programmi di Fga in Italia. Vi si legge che l‘obiettivo è raggiungere il break-even delle attività industriali nel segmento delle auto entro il 2014. Per raggiungere il target, Fiat ritiene fondamentale la piena applicazione degli accordi raggiunti con i sindacati sugli impianti italiani. E ribadisce che l‘applicazione degli accordi è “condizione essenziale” del piano di investimenti.

Nel corso della conference call, Marchionne ha affermato che Fiat non intende ridiscutere gli accordi sul lavoro nel quadro di ‘Fabbrica Italia’ e vuole andare avanti con il progetto alle condizioni concordate con la maggioranza dei lavoratori senza sottomettersi a continue rinegoziazioni dei termini.

Riferendosi all‘opposizione della Fiom, definita “minoranza rumorosa”, Marchionne ha sottolineato che, dopo il consolidamento di Chrysler, Fiat “è un gruppo che produce 4 milioni di veicoli l‘anno”, molto diverso rispetto a quello di due anni fa.

“La realtà industriale non può funzionare in un contesto di instabilità produttiva” in un settore molto competitivo, come quello dell‘auto. “Fiat”, ha proseguito Marchionne, “non vuole impegnarsi a ridiscutere accordi raggiunti con la maggioranza” dei lavoratori. “L‘impegno di Fabbrica Italia è senza condizioni. Non vogliamo ridiscutere i termini. Bisogna procedere con la modernizzazione (del sistema industriale italiano). Non ci impegneremo in continue ridiscussioni di quanto concordato. Dobbiamo andare avanti”.

Dopo la sentenza del tribunale di Torino di metà luglio - che ha respinto il ricorso della Fiom sull‘accordo di Pomigliano, ma ha condannato la Fiat per atteggiamento antisindacale -, l‘azienda ha congelato gli investimenti in corso, in attesa di conoscere le motivazioni del tribunale.

Concretamente, secondo fonti del settore, gli investimenti per la Panda a Pomigliano stanno proseguendo, mentre quelli per il Suv di Mirafiori e la nuova Maserati alla ex-Bertone sono ancora fermi.

Fiat ricorda che, in base al progetto ‘Fabbrica Italia’, la produzione della nuova Panda comincerà a Pomigliano d‘Arco nella seconda metà del 2011: i volumi attesi sono superiori a 270.000 unità l‘anno. A Mirafiori, invece, verrà prodotto il nuovo Suv segmento C, sviluppato da Jeep e Alfa Romeo, con un output atteso di 280.000 unità l‘anno. A Grugliasco, infine, verrà prodotta la nuova Maserati segmento E (50.000 auto l‘anno).

Il Lingotto conferma che la produzione a Termini Imerese terminerà quest‘anno.

Per quanto riguarda la nuova Lancia Ypsilon, una slide indica un obiettivo di 45.000-50.000 ordini nel 2011.

Marchionne, infine, è tornato sulle voci riguardanti un‘Ipo di Ferrari, ribadendo che per ora non ci sono progetti sul tavolo per valorizzare la casa del cavallino rampante. Il manager, peraltro, ha detto che Ferrari “ha un valore inespresso”.

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