18 luglio 2011 / 15:48 / tra 6 anni

Btp chiudono deboli con poca liquidità, pressione su periferici

MILANO (Reuters) - Si conclude all‘insegna della marcata debolezza la giornata del secondario italiano, con una pressione generalizzata su borse e titoli di Stato periferici.

Lo spread tra i Btp e i Bund di riferimento sul segmento a dieci anni chiude a livelli molto alti sulla piattaforma Tradeweb, i massimi livelli di chiusura dall‘introduzione dell‘euro, con una liquidità molto scarsa.

“A parte le oscillazioni, come quadro generale non è cambiato molto dalla mattinata. È stata una giornata poco movimentata ma non bella per l‘Italia, ma anche per i periferici in generale. La liquidità è scarsa e gli investitori sono in attesa di un segno sulla crisi. Il mercato scivola su questi pochi scambi. La situazione testimonia che non è solo responsabilità diretta del paese e che, manovra o meno, il problema è più esteso e riguarda l‘intera zona euro” dice un trader italiano.

I tassi dei decennali di riferimento italiano e spagnolo sono schizzati in seduta sui timori degli investitori che i politici non risolvano la crisi del debito nel breve periodo. Sulla piattaforma Tradeweb, il tasso del decennale italiano ha infranto al rialzo la soglia del 6% portandosi al 6,041%, mentre il benchmark spagnolo ha visto un rialzo al massimo nella storia dell‘euro a 6,383%.

Lo spread tra Btp e Bund decennali si è allargato portandosi in area 340 punti base rispetto ai 309 pb di venerdì in chiusura, mentre il futures Btp ha aperto in calo di 66 tick a 99,90. Lo spread ha segno un massimo intraday dall‘introduzione dell‘euro di 353,5 pb lo scorso 12 luglio.

“Manca una risposta univoca a livello europeo, manca una parola definitiva sulla questione Grecia. Questa situazione si scarica anche sulla borsa che da qualche tempo in Italia agisce in maniera correlata agli spread” dice il trader.

Giovedì 21 è previsto un meeting dei capi di governo europei a Bruxelles sulla crisi del debito di Atene, ma non è ancora emerso un consensus tra i politici della zona euro.

“Uno spread a 300-350 nel breve periodo non è sostenibile” precisa ancora il trader.

Piazza Affari mostra fragilità, con un particolare debolezza del comparto bancario

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