15 luglio 2011 / 13:05 / 6 anni fa

Italia, Bankitalia: Pil 1% in 2011, 1,1% in 2012, quadro incerto

ROMA (Reuters) - La Banca d‘Italia stima la crescita dell‘economia italiana all‘1% nel 2011 e all‘1,1% nel 2012 ma avverte che “lo scenario economico è soggetto a un‘incertezza elevata”.

<p>Edificio della Banca d'Italia nel centro di Roma. BANKG REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

Nel nuovo bollettino economico i tecnici di Via Nazionale spiegano che “i principali rischi sono connessi con un possibile rallentamento della ripresa internazionale e con l‘evoluzione della crisi del debito sovrano nell‘area dell‘euro”. Le tensioni sui mercati accrescono “l‘urgenza di procedere nel consolidamento dei conti pubblici”, aggiunge Bankitalia.

Le stime di Bankitalia sono leggermente inferiori a quelle del governo, che nel Documento di economia e finanza (Def) pubblicato a metà aprile ha stimato una crescita all‘1,1% quest‘anno e all‘1,3% il prossimo.

“All‘inizio della primavera gli indicatori congiunturali hanno segnalato un lieve rafforzamento della crescita. Sulla base delle nostre stime, nella media del secondo trimestre la produzione industriale avrebbe registrato un‘espansione nell‘ordine dell‘1,5% sul periodo precedente, interrompendo la sostanziale stazionarietà in atto dallo scorso autunno”, si legge nel bollettino. “La dinamica del Pil sarebbe salita a circa lo 0,4%”.

L‘inflazione al consumo “dovrebbe diminuire nell‘ultima parte dell‘anno” dal 2,7% registrato in giugno, ma “rischi al rialzo potrebbero scaturire da un eventuale riacuirsi delle pressioni sulle quotazioni dei prodotti energetici”.

L‘aumento dei prezzi delle materie prime energetiche si riflette, dice Bankitalia, anche nei conti sull‘estero.

“Il peggioramento delle ragioni di scambio, connesso con i forti aumenti dei prezzi delle materie prime energetiche, si rifletterebbe in un temporaneo incremento del disavanzo dei conti con l‘estero nell‘anno in corso; il deficit di parte corrente si avvicinerebbe al 4 per cento del PIL quest‘anno e scenderebbe poi nel 2012”, dice Bankitalia.

LIMITARE RICORSO A ENTRATE IN MANOVRA CORRETTIVA

Sul fronte della finanza pubblica, Bankitalia spiega che nell‘immediato l‘aumento dei differenziali di rendimento sui titoli di Stato italiani “sono limitati, ma se l‘attuale livello degli spread persistesse ne deriverebbero ingenti oneri per i conti pubblici e il rischio di ripercussioni sui costi di finanziamento dell‘economia”.

Il governo ha stimato nel Def una spesa per interessi pari al 4,8% del Pil, che corrisponde a circa 77 miliardi in valore assoluto.

Alle prime battute della seduta odierna lo spread è tornato a superare i 300 punti base per poi ridiscendere e stazionare attorno a quota 290.

Parlando nel corso di un‘audizione in Senato, mercoledì il vice direttore generale di Bankitalia, Ignazio Visco, ha spiegato che “uno spostamento verso l‘alto della curva dei rendimenti di 100 punti base comporta un incremento della spesa per interessi pari a circa 0,2 punti percentuali di Pil nel primo anno, e a 0,4 e 0,5 punti rispettivamente nel secondo e nel terzo anno”.

Bankitalia ribadisce che il processo di consolidamento della finanza pubblica “è essenziale per favorire il rientro dei premi al rischio, la discesa dei tassi di interesse a lungo termine e quindi la crescita dell‘attività economica” e la manovra definita dal governo “muove in questa direzione”.

Tuttavia, Bankitalia aggiunge che “occorre limitare il ricorso ad aumenti del prelievo”.

Dopo gli emendamenti introdotti in Senato la manovra riduce il deficit di 47,97 miliardi nei quattro anni al 2014 e il 60% dell‘intera correzione, pari a circa 28,83 miliardi, deriva da maggiori entrate.

“Alla correzione degli squilibri di finanza pubblica si devono accompagnare politiche strutturali incisive e credibili volte a conseguire un innalzamento del potenziale di crescita della nostra economia”, continua Bankitalia.

(Giuseppe Fonte e Stefano Bernabei)

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