15 luglio 2011 / 06:29 / 6 anni fa

Auto Ue, vendite -8,1% giugno, Fiat -8,3%, quota ferma

MILANO/TORINO (Reuters) - Le immatricolazioni di auto nell‘Unione europea (Ue 27) hanno registrato a giugno un calo dell‘8,1% rispetto al giugno 2010, dopo il +7,1% di maggio, a 1,233 milioni di veicoli.

<p>Una Fiat 500 esposta a un evento. REUTERS/Mario Anzuoni</p>

Lo rende noto Acea, l‘associazione dei costruttori di auto, aggiungendo che nei primi sei mesi dell‘anno si è registrato un calo del 2,1% a 7,120 milioni.

Il gruppo Fiat - senza i marchi Chrysler - a giugno ha segnato un calo dell‘8,3% a 91.181 veicoli, mentre la quota di mercato è rimasta invariata al 7,4% rispetto a giugno 2010. Nei primi sei mesi dell‘anno il ribasso del gruppo italiano è stato del 12,7% a 521.852 veicoli con una quota di mercato del 7,3% dall‘8,2 del primo semestre 2010.

Nel dettaglio, le immatricolazioni del marchio Fiat sono diminuite del 13,2% a 69.188 (-19,1% a 390.686 nei sei mesi), quelle Lancia sono invece aumentate dell‘1,9% a 9.099 (-13,7% a 52.077), quelle Alfa Romeo sono balzate del 22,4% a 12.364 (+48% a 75.855 nei sei mesi).

I soli marchi Chrysler (Chrysler, Dodge e Jeep) hanno registrato una flessione del 30,1% delle immatricolazioni e giugno a 2.655, con una quota di mercato allo 0,2% dallo 0,3% di un anno prima. Nei sei mesi il calo è del 31,1% a 14.469 veicoli con una quota dello 0,2% dallo 0,3%.

DIFFICILE CONFRONTO DATI FIAT

“I dati di quest‘anno non sono del tutto confrontabili con quelli dell‘anno scorso, quando erano presenti in gamma numerosi modelli ora usciti di produzione (Croma, Multipla, Ulysse, 600 e Punto Classic). Il forte rinnovamento delle gamme dei marchi FGA in atto, fornirà il proprio contributo già nei prossimi mesi: Fiat Freemont è già stato ordinato da quasi 13.000 clienti in Europa, così come la Nuova Ypsilon ha già raccolto oltre 13.000 ordini”, ha commentato una fonte del Lingotto ricordando che “nella seconda parte dell‘anno arriveranno le nuove Thema e Voyager, e la Fiat Panda che sarà prodotta a Pomigliano”.

La fonte sottolinea i risultati ottenuti dalle vetture a marchio Jeep, “che nei primi sei mesi ha immatricolato circa 11.000 vetture, il 27,4% in più rispetto all‘anno scorso”.

Per il Centro Studi Promotor (Csp) i dati delle immatricolazioni di giugno sono “una doccia scozzese” dopo l‘incremento di vendite di maggio (+7,6%).

“Mentre nel resto del mondo il mercato dell‘auto è in ripresa e in molti mercati importanti è in pieno sviluppo, si conferma l‘anomalia europea (ed italiana) di una domanda di autovetture debole in quanto fortemente penalizzata da un quadro economico pure debole e dalla mancanza di una credibile politica per lo sviluppo”, dice il centro studi in una nota.

Commentando i dati diffusi da Acea, Csp aggiunge che “il mercato italiano è entrato in una situazione di stagnazione su bassi livelli da cui non sembra destinato a uscire a breve; la forte ripresa del mercato tedesco in atto dal dicembre scorso si è interrotta; i cinque maggiori mercati (Germania, Italia, Francia, Regno Unito e Spagna) complessivamente considerati, si confermano in calo (-8,3%); l‘insieme dei mercati minori, che fino a maggio appariva in ripresa, accusa in giugno una flessione (-7,5%)”.

PESSIMISTI ANFIA E UNRAE

Per Eugenio Razelli, presidente Anfia “il mercato europeo non tiene. Partito in sordina a gennaio, dopo un primo, timido recupero a febbraio, ha ricominciato a calare nei mesi successivi e ora anche il segnale positivo di maggio ha ceduto il passo a una nuova caduta. Un quadro non incoraggiante, che difficilmente potrà migliorare nei prossimi due mesi estivi”.

“Giugno è stato chiaramente negativo in tutta Europa”, ha aggiunto Gianni Filipponi, Dg di Unrae.

“Per quanto riguarda l‘Italia, la flessione rispetto allo scorso anno appare contenuta solo perché il confronto è con un mese che si posizionò ai livelli più bassi degli ultimi 14 anni”, continua Filipponi pessimista anche sulla racccolta ordini in corso.

“La prima metà di luglio, soprattutto in termini di nuovi contratti acquisiti, è ancora peggiore. E’ chiaro che il nostro Paese non potrà avere una ripresa economica, con un mercato dell‘auto su questi livelli”, conclude il dirigente Unrae

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