14 luglio 2011 / 15:53 / tra 6 anni

Giudice accoglie ricorso Fiat su reintegro operai Melfi

<p>Quartier generale della Fiat a Torino in foto d'archivio. REUTERS/Giorgio Perottino</p>

MILANO (Reuters) - Il giudice del lavoro del tribunale di Melfi Amerigo Palma ha accolto il ricorso presentato dalla Fiat contro il reintegro di tre operai dello stabilimento di Melfi, mentre il segretario generale della Fiom-Cgil ha dichiarato che la “partita è ancora aperta” per i tre che da oggi sono senza stipendio.

“La decisione di oggi del Tribunale di Melfi di accogliere il ricorso della Fiat Sata ci lascia profondamente indignati .... comunque il Giudice, pur non riconoscendo da parte di Fiat il comportamento antisindacale, ha lasciato intendere che i tre lavoratori non hanno posto in essere comportamenti premeditati ed illegittimi che giustifichino i licenziamenti”, ha scritto in una nota il segretario generale Maurizio Landini.

Secondo le dichiarazioni di Landini, la Fiom ricorrerà in appello e sosterrà Giovanni Barozzino, Antonio La Morte e Marco Pignatelli che hanno già presentato i ricorsi individuali contro i licenziamenti.

L‘ufficio stampa della Fiat, contattato telefonicamente, non ha voluto commentare per il momento la decisione del giudice.

”Non deve mai succedere che una minoranza di lavoratori impedisca alla maggioranza di lavorare’', ha dichiarato invece il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi commentando la sentenza di Melfi.

Sacconi ha auspicato che “le organizzazioni rappresentative dei lavoratori vogliano tutte, insieme all‘azienda, concorrere a un clima positivo evitando in ogni modo ... forme di conflittualità minoritarie”.

I tre dipendenti, due dei quali sono delegati Fiom, sono stati licenziati nel luglio 2010 perché, secondo la Fiat, avevano bloccato un carrello robotizzato che riforniva altri operai che erano regolarmente al lavoro durante un corteo interno allo stabilimento.

La Fiom ha fatto ricorso una settimana dopo contro il licenziamento e, il 9 agosto 2010, il tribunale ha deciso il reintegro condannando il Lingotto per comportamento antisindacale. L‘azienda torinese ha poi presentato ricorso sul merito della decisione del giudice sul provvedimento d‘urgenza, accolto oggi dal giudice del lavoro di Melfi.

(Sergio Matalucci)

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