8 luglio 2011 / 08:09 / 6 anni fa

Italia,produzione industria maggio -0,6%, sotto stime

MILANO (Reuters) - E’ scesa molto più delle attese la produzione industriale italiana in maggio, un calo atteso dopo la crescita dei tre mesi passati, anche se non con la consistenza di un -0,6% rispetto al +1,1% di aprile, rivisto da +1%.

<p>Catena di montaggio in foto d'archivio. REUTERS/Gianni Pucci/Campari/Handout</p>

Tutti i comparti hanno registrato una flessione, ma gli economisti dicono che la buona performance di aprile ha assicurato un secondo trimestre tonico sia per la produzione sia per il Pil. Mentre semmai i timori di rallentamento ci sono per la seconda metà dell‘anno.

Secondo i dati diffusi oggi da Istat, l‘indice corretto per i giorni lavorativi ha registrato un incremento dell‘1,8% su base annua dal +3,8% di aprile, rivisto da +3,7%.

La mediana delle attese raccolte da Reuters convergeva su una contrazione dello 0,1% su base mensile per un tendenziale di 2,6%.

“Dopo tre mesi in cui la produzione italiana ha mostrato una buona ripresa, la correzione di oggi ce l‘aspettavamo, anche se forse non così forte” dice Loredana Federico economista di Unicredit. “Nonostante il calo, il fatto che lo scorso aprile la produzione avesse mostrato una buona performce, getta le basi per un dato del secondo trimestre in crescita dell‘1,5%. Quanto poi al Pil del secondo trimestre questi dati confermano la nostra stima di una crescita sostenuta, attorno allo 0,4%”.

Guadando il breakdown del dato si nota che quasi tutti i settori hanno mostrato un calo: gli unici segni positivi sono per il settore tessile (+0,8%), per computer ed elettronica (+2,1%) e per il settore energetico.

Per raggiuppamenti di settori, era abbastanza nelle attese il calo del settore dei beni intermedi (-0,2%) e quello dei beni di consumo (-0,9%), mentre qualche preoccupazione in più è data dal calo dei beni di investimento anche se limitato a un -0,1%.

“Sono calate tutte le componenti per categoria di spesa, in particolare i beni di consumo e gli intermedi che hanno un maggior peso nel paniere” dice Carmela Pace di Mps capital services.

“Preoccupa un po’ di più il calo del comparto dei beni di investimento che viene dopo altri due cali mensili consecutivi e non vorrei che ciò si riflettesse negativamente sulla produzione della seconda metà dell‘anno” dice ancora Federico.

Del resto anche “guardando alle indagini sul Pmi manifatturiero c’è da notare la discesa al di sotto della soglia dei 50 punti a giugno che non fa presagire niente di buono” osserva Pace che vede per il Pil del secondo trimestre una crescita pari allo 0,1% del primo o addirittura fermarsi a zero.

”Ci aspettiamo che la flessione di maggio sia un calo temporaneo e vediamo un rimbalzo, seppur contenuto, della produzione“ dice Laura Cavallaro di Aletti Gestielle. ”La flessione mensile registrata dal dato di produzione industriale riflette sostanzialmente tre elementi: il calo registrato dagli ordinativi industriali, il cattivo andamento del Pmi di giugno e un dato del mese precedente che era risultato più forte delle previsto.

La prodzuone industriale tedesca nello stesso mese di maggio ha visto un balzo dell‘1,2% su mese, mentre quella spagnola ha visto una contrazione dello 0,4%. Lunedì è in calendario il dato della Francia, attesa a +0,5%..

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