4 luglio 2011 / 07:07 / 6 anni fa

Grecia, nuovi dubbi su salvataggio dopo monito S&P

ATENE (Reuters) - Viene da Standard & Poor’s l‘ultimo monito sul clima di incertezza in cui ancora versano i tentativi della zona euro di venire in aiuto alla Grecia. Un salvataggio che prevedesse il rollover dei titoli del Tesoro ellenici come previsto dall‘associazione delle banche francesi, avverte l‘agenzia di rating, verrebbe considerato alla stregua di ‘default selettivo’.

<p>1 luglio 2011, il ministro delle Finanze greco Evangelos Venizelos durante un'intervista a Reuters. REUTERS/Yiorgos Karahalis</p>

L‘allarme S&P interrompe così bruscamente il rally di borse e obbligazionario partito la settimana scorsa dopo l‘adozione del nuovo programma di austerity da parte di Atene che ha permesso ai ministri finanziari della zona euro di sbloccare sabato sera l‘ultima tranche degli aiuti del valore di 12 miliardi di euro.

Mentre il settore dei bancari europei si porta in rosso, il costo per assicurarsi dal rischio di default sui titoli sovrani ellenici torna a salire, dopo l‘estemporanea inversione di rotta della settimana scorsa seguita al via libera al piano correttivo.

Se ad Atene non si fermano le proteste contro la nuova manovra, il timore degli investitori è che un default greco possa scuotere profondamente il sistema finanziario mondiale arrivando fino, ipotizzano alcuni analisti, a minacciare l‘esistenza stessa dell‘unione monetaria.

Mentre le osservazioni S&P non sembrano seriamente compromettere il complicato piano di rollover francese - visto dai critici come un salvataggio più a favore delle banche creditrici che non della stessa Atene - l‘attenzione torna comunque a concentrasi sul difficile coinvolgimento del settore privato nel secondo pacchetto di salvataggio.

“Siamo del parere che entrambe le opzioni di finanziamento descritte dalla proposta (dell‘associazione delle banche francesi Fbf) equivarrebbe probabilmente, secondo i nostri criteri, a un default” dice una nota dell‘agenzia.

Guidati dalla Germania, i paesi creditori dell‘Europa settentrionale insistono sulla partecipazione di banche e assicurazioni ai costi di qualsiasi nuovo salvataggio, il cui valore si attesterebbe intorno a 120 miliardi di nuovi fondi fino alla fine del 2014.

Tra i maggiori detentori di titoli del Tesoro ellenici, gli istituti di credito francesi hanno proposto il volontario rollover di alcune obbligazioni in scadenza, che verrebbero sostituite da titoli a struttura differente.

Molti investitori ed economisti prevedono che sarà per la Grecia inevitabile una ristrutturazione del debito nel medio termine e qualsiasi salvataggio non faccia che temporeggiare, dilazionando gli inevitabili costi per banche e contribuenti.

“Il respiro di sollievo di cui il mercato ha goduto la settimana scorsa grazie al voto [favorevole alle misure] è in qualche modo messo in secondo piano dall‘annuncio S&P” osserva Marc Ostwald, strategist Monument Securities.

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