24 giugno 2011 / 17:07 / 6 anni fa

Consiglio Ue, Draghi alla Bce, corsa a 3 per Bankitalia

di Giselda Vagnoni

<p>Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi. REUTERS/Stefan Wermuth/Files</p>

BRUXELLES (Reuters) - I capi di Stato e di governo dell‘Unione europea hanno ratificato oggi la nomina di Mario Draghi alla presidenza della Banca centrale europea mettendo, così, il sigillo alla lunga procedura che porterà l‘italiano a presiedere il board della Bce al posto di Jean-Claude Trichet il prossimo novembre.

Allo stesso tempo, Lorenzo Bini Smaghi, l‘italiano che siede oggi nel consiglio esecutivo dell‘Eurotower, ha detto di essere fiducioso che il governo realizzerà le condizioni per una sua uscita dalla Bce entro la fine dell‘anno.

Il governatore della Banca d‘Italia e presidente del Financial Stability Board, 63 anni, diventerà il terzo presidente della Bce dopo una corsa tutta in salita a causa della sua nazionalità italiana. [ID:nLDE71M0IR]

Nella bozza del comunicato finale del vertice di Bruxelles si legge che i leader europei hanno nominato Draghi presidente della Bce “dal primo novembre 2011 al 31 ottobre 2019”.

“Si tratta di un grande successo personale del professor Draghi che saprà gestire in modo sicuro l‘istituzione di Francoforte”, ha detto Silvio Berlusconi al termine del summit.

“E’ anche un grande successo del nostro governo. E’ stato premiato il nostro impegno e sottolinea il ruolo che abbiamo nel Consiglio Ue. Anche il capo dello Stato si è compiaciuto massimamente di questo risultato”.

L‘ultimo ostacolo alla ratifica di Draghi è stato rimosso stamattina grazie ai chiarimenti tra Bini Smaghi e il presidente del consiglio Ue Herman Van Rompuy e quello francese Nicholas Sarkozy. Il banchiere fiorentino ha detto ai due politici di credere che entro l‘anno si verificherà quanto promesso dal governo italiano per rendere possibile la sua uscita dal board senza pericoli per l‘indipendenza della Bce.

“Il governo italiano si è impegnato con Parigi e con il banchiere [fiorentino] a presentare un‘offerta lavorativa che gli consenta di lasciare la Bce senza ledere l‘indipendenza dell‘istituto”, ha detto a Reuters una fonte vicina alla vicenda.

“Il banchiere non ha dato le dimissioni”, ha precisato la fonte. “Ma è fiducioso che si verifichino le condizioni per una sua uscita dal board entro fine anno”. [ID:nLDE75N0UO]

Il posto di Bini Smaghi e’ stato infatti promesso in aprile da Berlusconi al presidente francese Nicolas Sarkozy in cambio dell‘appoggio a Draghi, per consentire a un francese di sedere nel board dopo l‘uscita di Trichet.

Le pressioni politiche sul banchiere fiorentino hanno, però, fatto scattare il rischio di danneggiare l‘indipendenza della Bce dal momento che i membri del consiglio esecutivo dell‘istituto sono inamovibili e, una volta nominati, non rispondono ai singoli governi ma rappresentano invece gli interessi dell‘intera zona euro.

L‘impegno del governo italiano per una “proposta professionale adeguata” a Bini Smaghi sembra aver risolto l‘impasse.

Sarkozy ha detto oggi che Bini Smaghi gli ha confermato stamane la disponibilità a uscire di scena prima della fine naturale del suo mandato, a maggio 2013, e nel pomeriggio un portavoce della Bce ha precisato che il consigliere prenderà la sua decisione in piena autonomia.

PROSSIMA SETTIMANA PROPOSTE GOVERNO SU SOSTITUTO DRAGHI

Portata a casa la nomina di Draghi alla Bce, per Berlusconi si apre il fronte della successione al vertice della Banca d‘Italia, posto a cui ambisce appunto Bini Smaghi, anche in quanto gli consentirebbe di proseguire il suo lavoro di banchiere centrale.

L‘ex dirigente del Tesoro, 54 anni, ha lavorato all‘inizio della sua carriera in Banca d‘Italia, ma in via Nazionale e’ considerato un outsider.

Alcuni membri del direttorio della Banca, che lo hanno avuto come loro sottoposto, hanno in privato minacciato di dimettersi qualora diventasse governatore.

Anche Draghi ha indirettamente segnalato di propendere per una sostituzione interna alla Banca d‘Italia, dove il suo vice è Fabrizio Saccomanni, 68 anni.

In corsa per il posto di governatore è poi il direttore generale del Tesoro e presidente del Comitato economico e finanziario Vittorio Grilli. Quest‘ultimo e’ appoggiato dal ministro del Tesoro Giulio Tremonti che a sua volta e’ in rotta di collisione con Berlusconi sulla politica economica.

Dopo anni di tensione tra lui e Draghi su come affrontare la crisi finanziaria internazionale e la politica economica dell‘Italia, Tremonti considererebbe Grilli in via Nazionale una garanzia di rapporti piu’ distesi tra ministero e Banca.

Berlusconi oggi ha detto di ritenere Bini Smaghi del tutto qualificato per il ruolo di governatore.

“Non mi sembra che ci possano essere dubbi a riguardo visto l‘attuale incarico che Bini Smaghi ha svolto nel board Bce”.

Il premier ha anche detto, tuttavia, che una decisione sul futuro del banchiere fiorentino non è stata ancora presa e che per la Banca d‘Italia sono in corsa anche Saccomanni e Grilli, tutte figure “assolutamente in grado di assumere questa responsabilità”.

“Questo è il cerchio dei tre nomi dentro il quale si effettuerà l‘approfondimento all‘interno del Consiglio dei ministri e tra questi tre verrà scelto il nome”, ha detto Berlusconi.

“La proposta al capo dello Stato verrà presentata immagino la prossima settimana”.

Fonti vicine alla vicenda hanno ventilato nelle scorse settimane la possibilita’ per Banca d‘Italia di una staffetta tra governatore e direttore generale come successe alla Bce quando Wim Duisenberg si dimise a mezzo mandato per lasciare il passo a Trichet come concordato da Francia e Germania.

In questo caso Saccomanni diventerebbe governatore e il posto di direttore generale spetterebbe a Bini Smaghi e la nomina si accompagnerebbe alla promessa di diventare governatore a una data stabilita.

(hanno contribuito Luke Baker e Julien Toyen da Bruxelles, Francesca Landini da Milano e Gavin Jones da Roma)

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