21 giugno 2011 / 12:13 / tra 6 anni

Governo, fiducia Camera con 317 voti su decreto sviluppo

di Roberto Landucci e Giuseppe Fonte

<p>Una panoramica dell'aula della Camera. REUTERS</p>

ROMA (Reuters) - Nel voto di fiducia di oggi sul decreto sviluppo alla Camera, Silvio Berlusconi ha ottenuto 317 voti a favore, superando il quorum di 316 voti per la prima volta dall‘uscita del Fli di Gianfranco Fini dalla maggioranza.

L‘alleanza Pdl-Lega - coadiuvata dai ‘Responsabili’ - tiene dunque, per il momento, nonostante il doppio schiaffo ricevuto tra amministrative e referendum.

La Lega Nord tuttavia ha posto condizioni che dovranno essere realizzate nei prossimi mesi in concomitanza con una ambiziosa manovra di bilancio da 40 miliardi che il governo dovrebbe presentare entro l‘estate per raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2014.

In particolare il Carroccio vuole la riforma fiscale, la rapida uscita dell‘Italia dal conflitto libico e lo spostamento al Nord di alcuni ministeri, o almeno delle rappresentanze secondo l‘ultima intesa raggiunta con il Pdl.

Su questi temi si attende un chiarimento da parte di Berlusconi che - trattenutosi a Montecitorio solo il tempo per votare la fiducia - è atteso per oggi pomeriggio in Senato dove terrà un discorso nell‘ambito della verifica parlamentare chiesta dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Soddisfatto del voto il Guardasigilli e neo segretario Pdl, Algelino Alfano. “Sono numeri da maggioranza assoluta del plenum. Sono soddisfatto per la prova di compattezza della maggioranza, il presidente del Consiglio può andare ora al Senato ancora più robustamente convinto dei suoi numeri in Parlamento”.

CONTINUA PRESSIONE BOSSI CHE APRE A PD SU LEGGE ELETTORALE

Il leader del Carroccio Umberto Bossi tiene alta la tensione e a sorpresa apre anche alla possibilità di una modifica alla legge elettorale di concerto con il Pd. “Speriamo, sono convinto che si possa fare. E’ una delle cose su cui ragionare”, ha detto.

Il Senatur ha anche detto che Berlusconi sarà candidato premier nel 2013 “se fa le cose...Gli abbiamo già dato uno scadenziario”.

Fra queste una rapida uscita dal conflitto libico, dopo che ieri Napolitano ha difeso la missione Nato. “Le guerre finiscono quando terminano i soldi, anche l‘America ha finito la guerra quando ha finito i soldi”, ha detto Bossi ai giornalisti.

Più cauto il Senatur sul trasferimento dei ministeri. “Bisogna fare un passo alla volta, non si può avere tutto e subito”.

Ottimista anche Alfano che dice: “Abbiamo già trovato una ottima sintesi con la Lega sulla possibilità di aprire sedi di rappresentanza fuori dalla capitale, sul ddl di iniziativa popolare ci penseremo quando ci saranno le firme”.

DECRETO SVILUPPO: DOPO FIDUCIA CAMERA PASSA A SENATO

Il decreto sviluppo, il sui voto finale è atteso per stasera, passa ora in Senato per una rapida conversione in legge. Su 610 votanti hanno espresso fiducia all‘esecutivo in 317. I voti contrari sono stati 293 e gli astenuti 2.

Lo scorso 24 maggio, in occasione della fiducia sul decreto omnibus a Montecitorio, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva ricevuto 313 voti favorevoli e 291 contrari.

Il decreto recepisce parte delle misure inserite dal governo nel Programma delle riforme, presentato a Bruxelles assieme al Documento di economia e finanza (Def), che traccia il percorso per arrivare al pareggio di bilancio nel 2014.

Molte le modifiche inserite durante l‘esame di Montecitorio, a cominciare dalla soppressione del contestato regime concessorio (il diritto di superficie ventennale) di 20 anni per i privati che hanno strutture ricettive a ridosso delle spiagge.

Giro di vite anche sulla riscossione. L‘accertamento esecutivo (l‘obbligo che i contribuenti sotto procedimento fiscale avranno dal mese di luglio di pagare il 50% della maggiore imposta accertata) potrà essere sospeso per 180 giorni, 60 in più rispetto ai 120 previsti dalla versione originaria del decreto.

Inoltre, non potrà essere iscritta l‘ipoteca sulla prima casa se l‘importo del credito che il fisco vanta è inferiore a 20.000 euro ma solo nel caso l‘istanza sia contestabile in giudizio o sia già oggetto di ricorso. Resta il limite degli 8.000 euro per tutti gli altri casi.

Il testo del decreto su cui i deputati hanno votato la fiducia conferma infine i due diversi crediti di imposta a sostegno del Sud: uno per le assunzioni di lavoratori “svantaggiati” e uno per stimolare gli investimenti. Entrambi vengono finanziati con i fondi europei.

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