17 giugno 2011 / 17:50 / 6 anni fa

Bankitalia: più donne in mondo lavoro aiutano crescita

ROMA (Reuters) - Una maggiore partecipazione delle donne nel mondo del lavoro e in posizioni di rilievo in politica e nelle istituzioni non è solo un fatto di equità ma aiuta anche la crescita economica.

E’ quanto sostiene il vice direttore generale della Banca d‘Italia Anna Maria Tarantola nel discorso “Investire nelle donne per combattere la povertà” letto il 4 giugno e reso pubblico oggi in occasione della consegna al banchiere centrale del Premio Marisa Bellisario.

“Avere più donne nel mondo del lavoro ha effetti positivi sul benessere familiare, sulla massa fiscale previdenziale, sulla domanda di servizi; si innesta un circolo virtuoso che genera nuova occupazione e nuova imprenditoria e quindi ulteriore crescita economica”, sostiene Tarantola, prima donna nella storia della Banca d‘Italia a entrare nel direttorio.

“È possibile che occorrano politiche di pari opportunità più incisive per far emergere le capacità delle donne e scardinare i pregiudizi. Le esperienze di molti paesi mostrano che lo strumento delle quote riduce le asimmetrie informative su cui si basano i pregiudizi”.

In base ai dati forniti dal banchiere centrale, a livello mondiale il tasso di partecipazione delle donne al lavoro è il 52% contro il 78% per gli uomini.

In alcune regioni in via di sviluppo è ancora più basso, ad esempio nell‘Asia meridionale è circa il 40%, in Medio Oriente e in Africa settentrionale rispettivamente il 25 e il 28%.

Questa situazione non è del tutto assente anche nelle economie avanzate: nell‘Unione Europea il tasso di occupazione femminile era pari nel 2009 al 62,5 per cento, 13,3 punti meno di quello maschile. In Italia è pari al 49,7 per cento, uno dei più bassi in Europa, contro il 73,8 per gli uomini .

Nonostante i miglioramenti, persistono “barriere silenti nelle dinamiche occupazionali e sociali”.

“Di fatto, le responsabilità familiari continuano a ricadere sulle donne anche quando lavorano, le difficoltà di conciliare famiglia e lavoro sono aggravate da reti di protezione e servizi talora assenti, sovente insufficienti”, sottolinea Tarantola, madre di due figlie.

“Si rafforza così la probabilità che le donne si autoescludano dal mondo del lavoro, ”attualizzando“, sin da subito, il rischio di dipendenza economica dal partner”.

La diffusione di modelli flessibili di lavoro, quali il “precariato”, anziché risolvere possono peggiorare i vincoli e le disuguaglianze economico-sociali, anticamera della povertà e dell‘esclusione sociale delle donne, avverte il banchiere centrale.

Nei paesi avanzati, la piena uguaglianza formale tra uomini e donne è stata acquisita, ma non è così per quella sostanziale: sono ancora poche le donne ai vertici nella politica, nelle istituzioni, nelle imprese.

La quota di donne nei parlamenti è in media del 19,2 per cento. In Asia è pari al 18,3 per cento e nell‘Africa sub-Sahariana al 19. Valori solo lievemente superiori si riscontrano nei paesi del continente americano e in Europa, con l‘eccezione dei paesi nordici.

“Ridurre la diseguaglianza nella sfera politica può avere conseguenze positive non solo per le donne, ma per l‘intera società”, ha aggiunto Tarantola.

Il testo integrale del discorso viene pubblicato nel sito della Banca d‘Italia www.bancaditalia.it.

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