15 giugno 2011 / 14:48 / 6 anni fa

Lombardia, Pil +1,9% in 2010, ma regione perde terreno su Ue

MILANO (Reuters) - E’ come se fossimo caduti dall‘ottavo piano e ora siamo impegnati in una lenta risalita che, al momento, ci ha portato solo al secondo piano.

La metafora utilizzata dal neo direttore della sede di Milano della Banca d‘Italia, Giuseppe Sopranzetti, vuole descrivere la situazione dell‘economia della Lombardia che ha iniziato a vedere alcuni segnali positivi nel 2010 sul fronte del Pil, della produzione e dell‘export. I primi dati per il 2011 mostrano, poi, anche un primo aumento dell‘occupazione dopo un 2010 ancora deludente.

Se il consuntivo del 2010 indica per il Pil lombardo un‘espansione di 1,9% dopo le contrazioni di 1,7% e 6,3% rispettivamente per 2008 e 2009, la più avanzata delle regioni italiane - “pesa più del 20% sull‘intera economia italiana” - si trova, però, ancora “al secondo piano”, dice Sopranzetti.

EXPORT MOTORE RIPRESA, MA NON RECUPERATI LIVELLI PRE-CRISI

L‘export, che ha guidato il recupero lombardo, registra “una ripresa meno intensa di quella nazionale e mondiale”, si legge nel rapporto annuale sull‘economia della Lombardia. Le esportazioni lombarde sono cresciute del 14,2% nel 2010, 7,6% a prezzi costanti, dopo un calo del 21% nel 2009.

“Nel confronto con i rispettivi massimi pre-crisi, a dicembre 2010 l‘export regionale era ancora inferiore del 7,3%, gli scambi mondiali superiori dell‘11%”, spiega Alessandra Mori, economista della sede milanese della Banca d‘Italia.

LOMBARDIA PERDE TERRENO RISPETTO REGIONI AVANZATE EUROPA

Stupiscono poi i risultati del confronto condotto, ancora prima dell‘anomalia della crisi, dalla banca centrale tra la Lombardia e altre regioni europee di punta che, per struttura economica, le sono molto simili.

“Il paragone tra 2000 e 2007 mostra in Lombardia una dinamica del Pil procapite più scarsa, in connessione con il calo della produttività del lavoro”, dice il direttore.

In Lombardia il Pil procapite è cresciuto dello 0,3% l‘anno, nel gruppo di regioni europee di punta è salito in media di 1,5% all‘anno. La produttività media del lavoro è diminuita dello 0,3% all‘anno, mentre è salita dello 0,9% nelle regioni di confronto (altre 5 italiane, 8 in Germania, 5 in Francia, 4 in Spagna e 2 in Gran Bretagna).

“A questo andamento hanno contribuito una minor dotazione di capitale umano, una bassa incidenza della spesa in ricerca e sviluppo e un‘attività brevettuale stagnante”, sentenzia il rapporto della banca centrale.

Ieri, partecipando a un evento all‘università Bocconi, Antonio Spilimbergo, responsabile per il Fondo monetario internazionale della missione article IV per l‘Italia, aveva sottolineato che il ritardo di crescita accumulato dal Paese rispetto al resto dell‘Europa riguardava sia le regioni del Nord che il Mezzogiorno.

“Stiamo uscendo dalla recessione, ma con una velocità troppo bassa” sintetizza oggi Salvatore Rossi, direttore centrale di Bankitalia per la ricerca economica e le relazioni internazionali.

SETTORE COSTRUZIONI ANCORA IN STALLO

Tra i settori dell‘economia lombarda, da segnalare che quello delle costruzioni non ha ancora dato segnali di ripresa sia in termini di attività, sia come domanda di credito e andamento dell‘occupazione.

Come indicazione di positività per il futuro, Mori indica però la vitalità dei bandi per i lavori pubblici.

“Nel 2010 si è registrato +82,6% dei bandi per i lavori pubblici, un risultato collegato alla Pedemontana e a opere di viabilità legate all‘Expo”. Bisognerà attendere, però, tra 18 e 24 mesi per l‘entrata in produzione di questi lavori.

(Francesca Landini)

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