13 giugno 2011 / 16:29 / tra 6 anni

Contratti, Confindustria preme, Uil disdetta accordi '93

ROMA/MILANO (Reuters) - Si stringe il cerchio su contratti e rappresentanza sindacale, sebbene non si riscontrino al momento visioni omogenee fra le parti sociali.

Le novità di oggi sono l‘invio da parte di Confindustria di una lettera a Cgil, Cisl e Uil per invitarli a brevissimo a un incontro per discutere su esigibilità dei contratti e nuove regole per la rappresentanza, e la disdetta da parte della Uil dell‘accordo del luglio 1993 che regola queste materie, ritenendolo superato.

“Oggi stesso manderò una lettera ai sindacati per invitarli a parlare su questo tema già questa settimana o all‘inizio della prossima. Dobbiamo avere l‘esigibilità del contratto: l‘accordo fatto tra l‘azienda e la maggioranza della rappresentanza dei lavoratori deve essere applicabile a tutti. Non esiste che uno il giorno dopo si alzi e metta tutto in discussione”, ha detto oggi Emma Marcegaglia, presidente dell‘associazione degli imprenditori, partecipando all‘assemblea annuale di Assolombarda a Milano.

“Non siamo per la sparizione dei contratti nazionali, ma siamo per l‘esigibilità dei contratti. L‘esigibilità è lo strumento per aumentare la produttività dei lavoratori e la competitività delle imprese”, ha aggiunto il presidente di Confindustria, affermando che è impegnata per “andare sempre di più verso i contratti aziendali”.

Qualche giorno fa, in quello che è stato interpretato da alcuni come un tentativo per evitare una uscita di Fiat da Confindustria, il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, ha proposto che venga approvata una legge che legittimi la stipula di contratti aziendali alternativi a quello nazionale e ne renda vincolante l‘applicabilità ‘erga omnes’ qualora portino al firma della maggioranza dei sindacati.

L‘idea di regolare la materia per legge, che ha trovato il gradimento del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, è invece invisa ai sindacati, anche quelli favorevoli a una maggiore flessibilità dei contratti.

“La Cisl non é disposta a modificare alcunché”, ha tagliato corto oggi il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni.

Il tema della rappresentanza sindacale e della esigibilità dei contratti è al centro del dibattito fra le parti sociali da mesi, in particolare dopo gli accordi separati siglati da Fiat per gli stabilimenti di Pomigliano e Mirafiori.

Le nuove regole stanno a cuore soprattutto alla Cgil che non accetta l‘idea di vedersi surclassata, pur essendo il primo sindacato, quando non appone la sua firma a un accordo, come nel caso dei contratti Fiat. In sostanza Cgil vorrebbe che si inserissero nel computo della rappresentanza sindacale non solo gli iscritti ma anche i votanti per le Rsu. Su questo non c’è accordo.

In questo contesto si inserisce oggi l‘invio da parte del leader della Uil, Luigi Angeletti, di una lettera di disdetta del Protocollo del 1993 alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero del lavoro e a tutte le parti sociali.

Secondo la Uil quell‘accordo - che l‘Abi vorrebbe applicare per il rinnovo del contratto dei bancari - è superato dalla riforma dei contratti del 2009 (non firmata dalla Cgil) che in sostanza valorizza il contratto di secondo livello, rende derogabili i contratti aziendali e supera l‘idea di inflazione programmata.

(Francesca Piscioneri, Francesca Landini)

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