31 maggio 2011 / 09:57 / 7 anni fa

Banca d'Italia, Draghi: servono "merito e indipendenza"

ROMA (Reuters) - Nel suo ultimo discorso da governatore della Banca d‘Italia Mario Draghi non accenna alla questione ancora tutta aperta della sua successione ma indica in merito e indipendenza le parole d‘ordine dell‘Istituto che ha guidato dal 2006.

Draghi, che è stato indicato dai ministri finanziari europei come nuovo presidente della Bce assumerà il nuovo incarico a novembre al termine del mandato del francese Jean-Claude Trichet.

Per il suo posto in via Nazionale sono in lizza sia figure interne come il direttore generale Fabrizio Saccomanni che esterne come il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli e il consigliere italiano nel comitato esecutivo della Bce Lorenzo Bini Smaghi.

“La Banca d‘Italia è stata una fucina di quadri al servizio della nazione, dell‘Europa. Merito e indipendenza: sono queste le condizioni essenziali per la credibilità delle sue analisi, per l‘efficacia della sua azione”, dice Draghi oggi.

“Sono valori da preservare, se si vuole che il Paese continui a giovarsi di una voce autorevole e senza interessi di parte. Sono stati i principi guida del mio mandato”.

Il futuro presidente della Bce invita anche a preservare l‘azione di vigilanza sulla stabilità e solidità del sistema bancario effettuata dall‘Istituto “nell‘interesse di tutti”.

“Con la vigilanza della Banca d‘Italia il nostro paese ha potuto contare su una tradizione salda. Ne abbiamo rafforzati gli aspetti più validi; i principi di una supervisione rigorosa, che non si è mai convinta del ”tocco leggero“; pronta a persuadere se possibile, a prescrivere se necessario, nei limiti della legge. Fatta di civil servants preparati e retti”.

Altro Draghi non aggiunge, nè sarebbe appropriato per lui farlo dal momento che la decisione sul suo successore, dopo la riforma del 2005, è prettamente politica e poggia sulle decisioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Il margine di manovra dei due, tuttavia, potrebbe essere ridotto questa volta da una circostanza del tutto nuova.

La necessità di offrire a Bini Smaghi, il cui mandato scade solo nel 2013, un posto adeguato in cambio delle dimissioni dal board della Bce a favore di un collega francese, come promesso da Berlusconi al presidente francese Nicolas Sarkozy.

Oggi un giornale olandese scrive che Bini Smaghi è disponibile a dimettersi per evitare di avere due italiani in consiglio ma Berlusconi non ha ancora trovato una buona posizione per il banchiere fiorentino che sembra puntare direttamente al posto di Draghi.

“Spetta al governo italiano rendere possibile che si dimetta senza danneggiare l‘indipendenza della banca centrale”, dice una fonte citata dal quotidiano Het Financieele Dagblad. “Dovrebbero fargli un‘offerta che non può rifiutare”, aggiunge.

Per Berlusconi, reduce da una pessima tornata di elezioni amministrative per la maggioranza di governo, il tempo stringe.

La nomina di Draghi alla Bce sarà messa ai voti del Consiglio europeo del 24 giugno a Bruxelles.

(Giselda Vagnoni)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below