31 maggio 2011 / 08:46 / 7 anni fa

Italia, Draghi: manovra a giugno ma con tagli selettivi

di Luca Trogni

<p>Il goverantore di Bankitalia Mario Draghi in una immagine di archivio REUTERS/Stefan Wermuth/Files</p>

ROMA (Reuters) - L‘Italia ha bisogno di una manovra correttiva triennale da varare al più presto. Una manovra che si basi su tagli della spesa corrente selettivi in modo da raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014, ma anche di liberare risorse per investimenti infrastrutturali.

Dal lato delle entrate andrebbero ridotte in misura significativa le elevate imposte sui redditi di lavoratori e imprese, compensando il minor gettito con ulteriori recuperi di evasione fiscale.

Le valutazioni sono contenute nelle considerazioni finali del governatore di Bankitalia Mario Draghi.

“Appropriati sono l‘obiettivo di pareggio di bilancio nel 2014 e l‘intenzione di anticipare a giugno la definizione della manovra correttiva per il 2013-14” spiega il governatore, aggiungendo che le riforme previdenziali avviate e la solidità del sistema bancario limitano lo sforzo necessario rispetto a quello di altri paesi.

L‘azione correttiva dovrà concentrarsi sulla spesa primaria corrente, con un taglio di oltre il 5% in termini reali nel triennio 2012-14, tornando in rapporto al Pil sui livelli dell‘inizio dello scorso decennio.

I tagli non dovranno essere uniformi su tutte le voci - la scelta fatta dal ministro dell‘Economia Giulio Tremonti - anche perché in questo modo si penalizzerebbero le amministrazioni più virtuose. “Una manovra siffatta inciderebbe sulla già debole ripresa dell‘economia, fino a sottrarle circa due punti di Pil in tre anni” sottolinea Draghi.

La proposta di Bankitalia verte invece su un esame di fondo del bilancio degli enti pubblici, voce per voce, legando la spesa futura agli obiettivi e non alla spesa storica. La banca centrale propone poi un affinamento degli indicatori di efficienza per uffici, scuole, tribunali e ospedali. Parte dei risparmi così ottenuti andrebbero impiegati, a sostegno della crescita, in investimenti infrastrutturali.

Favorevole il parere in tema di federalismo fiscale a due condizioni: la compensazione di nuovi tributi locali con tagli di quelli decisi centralmente e un controllo di legalità sugli enti con responsabilità di spesa grazie al decentramento.

MANOVRA TEMPESTIVA E CREDIBILE RIDURREBBE SPREAD BTP

Una manovra tempestiva e credibile agli occhi degli investitori internazionali potrebbe, spiega il governatore, limitare gli effetti negativi sul quadro macroeconomico anche mediante una significativa riduzione dei premi al rischio che gravano oggi sui tassi di interesse italiani.

Ma lo sviluppo rimane penalizzato da difetti del sistema Italia che Draghi ha evidenziato periodicamente nel corso del suo mandato.

In questa occasione il governatore sottolinea, citando stime della banca centrale, che le lungaggini della giustizia civile comportano una perdita sul Pil annuo fino a un punto percentuale. Altra zavorra alla crescita è costituita dai ritardi del sistema educativo che a lungo andare, in base a valutazioni dell‘Ocse, possono causare un minor tasso di crescita del Pil fino a un punto percentuale.

Il bilancio generale è molto pesante: l‘economia italiana, dall‘avvio della ripresa, nell‘estate di due anni fa, ha recuperato soltanto due dei sette punti percentuali di prodotto persi nella crisi.

E con il motto “Tornare alla crescita” Mario Draghi conclude, così come aveva iniziato le sue prime considerazioni finali nel 2006, quelle odierne, le seste e ultime del suo mandato.

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