26 maggio 2011 / 16:58 / 7 anni fa

Bce, Noyer: Bini Smaghi ha le qualità per guidare Bankitalia

di Jean-Baptiste Vey

PARIGI (Reuters) - Lorenzo Bini Smaghi membro italiano del comitato esecutivo della Banca centrale europea ha caratteristiche ideali per essere candidato alla guida della Banca d‘Italia e dovrebbe lasciare il suo posto a un candidato francese, secondo il governatore della Banca di Francia Christian Noyer.

Intervistato da una radio francese, Noyer ha osservato che Bini Smaghi non ha ancora concluso il suo mandato di otto anni e di conseguenzanon ci si può attendere che lasci senza che il governo italiano gli offra “un posto molto buono, difficile da rifiutare”.

D‘altra parte la Francia non intende rimanere senza un proprio rappresentante nel board quando, a novembre, il governatore della Banca d‘Italia Mario Draghi prenderà il posto del francese Jean-Claude Trichet come presidente della Bce.

“Ci sono stati già periodi di un anno, un anno e mezzo in cui non abbiamo avuto alcun rappresentante francese”, ha detto Noyer riferendosi a poco prima che Trichet diventasse presidente nel 2003.

“Ci si può aspettare che il governo italiano offra all‘altro italiano presente nel board (Bini Smaghi) - che è stato nominato per otto anni e in principio non ha ragioni per dimettersi - un posto molto buono in Italia”.

Alla domanda se questo posto potrebbe essere quello di Draghi alla guida della Banca d‘Italia, Noyer risponde: “Sì, per esempio, un posto difficile da rifiutare. È questione da capi di Stato, ma lui ha tutte le qualità” per farlo.

E’ insolito per un banchiere centrale intervenire in nomine che riguardano altri Paesi. L‘appoggio di Noyer a Bini Smaghi potrebbe essere il primo segnale di un‘azione di pressione nei confronti dell‘Italia affinché si muova in questa direzione.

PROMESSA

Quando in aprile il presidente francese Nicolas Sarkozy ha sostenuto la candidatura di Draghi alla Bce ha anche detto che l‘Italia aveva promesso di lasciare libero il posto di Bini Smaghi per un francese.

Ma il mandato di Bini Smaghi non termina sino al 2013 e ogni tentativo di obbligarlo a dimettersi rappresenterebbe un attacco all‘indipendenza della Bce.

Fuori dall‘Italia sono in molti a ritenere logico che Bini Smaghi prenda il posto di Draghi, ma in Italia spesso le cose sono più complicate.

La Banca d‘Italia preme perché Draghi sia sostituito da un candidato interno, come l‘attuale direttore generale Fabrizio Saccomanni, mentre il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti appoggia il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli.

Il capo della Banca d‘Italia è nominato con decreto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano su proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Tuttavia, l‘indipendenza della Banca centrale europea, significa che Berlusconi potrebbe avere meno spazio di manovra di quanto vorrebbe.

Una autorevole fonte europea ha detto ieri a Reuters che un principio riconosciuto è che il mandato di un membro del board della Bce può essere ridotto solo in cambio di una posizione di pari prestigio.

In questo caso, o Bini Smaghi diventa capo della Banca d‘Italia o resta al suo posto e lascia a Berlusconi l‘arduo compito di convincere gli altri governi della zona euro ad accettare l‘ipotesi che l‘Italia abbia due italiani nel board della Bce per due anni.

E la Francia non sembra essere l‘unico Paese a trovare questa situazione poco digeribile.

“Due italiani nel board significa che c’è n’è uno di troppo”, ha detto oggi il ministro delle Finanze olandese Jan Kees de Jager.

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