19 maggio 2011 / 07:37 / tra 7 anni

Rinnovabili, per Autorità ci vuole stabilità incentivi

ROMA (Reuters) - La politica di incentivazione della produzione di elettricità da fonti rinnovabili deve essere stabile nel tempo e gestita dall‘Autorità per l‘Energia e il Gas.

<p>Rinnovabili, un tecnico ispeziona pannelli solari installati alla centrale elettrica di Montalto di Castro, il 27 aprile 2011. REUTERS/Max Rossi</p>

Sono queste due delle richieste che il presidente dell‘Authority, Guido Bortoni, ha avanzato nel corso di un‘audizione alla commissione Ambiente della Camera lasciando intendere che la gestione governativa dell‘incentivazione ha causato l‘esplodere dei costi e ha fatto perdere la possibilità di controllo sullo sviluppo del settore.

Per raggiungere gli obiettivi di sviluppo delle fonti “rinnovabili contenendo il più possibile i costi sulle bollette, sono indispensabili meccanismi stabili, scadenze certe e una distribuzione nel tempo degli incentivi che promuovano anche l‘innovazione tecnologica ed una filiera industriale nazionale”, ha detto Bortoni.

L‘Autorità ha poi spiegato il presidente, che “buona parte delle attuali criticità nei meccanismi incentivanti derivano dalle continue modifiche nel tempo: quindi, in linea generale, qualunque sia lo strumento incentivante applicato, è di fondamentale importanza la stabilità normativa ed il rigore nella gestione”.

La riprova è nelle stime che il regolatore ha presentato oggi in un‘audizione alla Commissione ambiente della Camera nell‘ambito di un‘indagine conoscitiva sulle fonti rinnovabili.

Secondo Bortoni il sostegno alle fonti rinnovabili richiederà ”una spesa in 11 anni dal 2010 al 2020 di 100 miliardi di euro. Mentre i costi annuali per i cittadini saliranno dai 3,5 miliardi del 2010 ai 10/12 miliardi del 2020

con un costo unitario che a fine periodo sarebbe pari a 2,7-3,3 centesimi di euro per Kwh, il doppio rispetto ad oggi”.

Meglio cambiare impostazione suggerisce l‘Autorità. Il governo e il Parlamento devono fissare gli obiettivi di capacità e i tempi per il loro raggiungimento, ma poi devono lasciare la gestione degli incentivi all‘autorità che deve definire le tariffe dando certezza agli imprenditori, ma senza creare rendite.

L‘Autorità, ha detto il presidente, “ritiene che un modello efficiente di gestione di tali incentivi preveda che Governo e Parlamento fissino gli obiettivi quantitativi e temporali, distinti per ciascuna fonte, demandando all‘Autorità la responsabilità di definire gli strumenti e le modalità per raggiungere questi obiettivi al minimo costo”.

Quindi via ad una modifica che consenta di raggiungere gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni di Co2 puntando “su incentivi basati su meccanismi di mercato; rafforzando la promozione dell‘efficienza energetica e favorendo interventi per lo sviluppo delle reti, arginando la speculazione ed i problemi di saturazione reale e virtuale”.

(Alberto Sisto).

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