17 maggio 2011 / 14:32 / tra 7 anni

Ecofin designa Draghi per Bce, silenzio di Tremonti

BRUXELLES (Reuters) - Se Mario Draghi aveva intenzione di succedere al vertice della Banca centrale europea, il prossimo autunno, come il banchiere di tutta la zona euro, impegnato a convincere del suo genuino interesse per la moneta unica piuttosto che per i problemi dell‘Italia o della periferia dell‘euro, da oggi avrà vita più facile del previsto.

<p>Il governatore di Bankitalia Mario Draghi e il presidente della Bce Jean Claude Trichet. REUTERS/Stefano Rellandini/Files</p>

A Bruxelles, infatti, il governatore della Banca d‘Italia destinato da tutti i ministri delle Finanze dell‘Ue a succedere a Jean-Claude Trichet è apparso già il candidato dell‘euro e non di Roma.

Dopo la candidatura presentata ufficialmente, ma senza squilli di trombe, dal governo Berlusconi, ieri e oggi il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti non ha mai pronunciato il nome del banchiere, suo rivale di antica data sulla scena economica sia in Italia che all‘estero.

“Quello che abbiamo deciso ieri lo sapete”, ha detto laconico Tremonti ai giornalisti che lo attendevano oggi all‘uscita dell‘Ecofin. Ieri notte l‘Eurogruppo ha dato il via libera a Draghi, come aveva annunciato il suo presidente Jean-Claude Juncker, con parole molto calde per Draghi.

“Nella vita gli slot sono pochi, arrivederci”, ha aggiunto il ministro che è entrato in macchina per recarsi in aeroporto senza rispondere a nessuna delle domande dei giornalisti che sollecitavano una dichiarazione sul successo diplomatico dell‘Italia per fare di Draghi un candidato alla presidenza della Bce riconosciuto e sostenuto da tutti i paesi europei.

Dopo il sostegno corale dell‘Ecofin, che presenterà la candidatura al Parlamento Ue chiamato a esprimersi con parere vincolante, toccherà poi ai capi di stato e di governo Ue il prossimo 24 giugno a dare l‘ok definitivo alla successione, una volta che anche il consiglio Bce avrà espresso la propria opinione.

Nella corsa alla successione di Trichet, per il presidente del Financial stability board (Fsb) il problema non è mai stato quello del curriculum personale e delle competenze tecniche, quanto dell‘origine italiana, capace di suscitare in alcuni politici nordici timori riguardo al suo impegno per il rigore di bilancio e la stabilità dei prezzi.

Ma le scelte espresse nella riservatezza del consiglio governativo della Banca centrale europea ogni mese e le dichiarazioni pubbliche del banchiere, insieme al suo impegno per la riforma della regolamentazione finanziaria nell‘ambito dell‘Fsb, hanno rassicurato perfino i politici tedeschi, compreso il Cancelliere Angela Merkel.

“Draghi ha una reputazione internazionale... attraverso la sua carriera ha provato che ha molto cari i valori dell‘euro e il processo di integrazione dell‘euro, che non è ancora concluso”, ha detto il presidente dell‘Eurogruppo.

“È una persona che ha tutte le caratteristiche richieste dal Trattato”.

Ieri in mattinata, il presidente dei ministri della zona euro aveva anticipato che la nomination di Draghi era l‘unica giunta dai paesi dell‘area monetaria, come a indicare il gradimento del candidato italiano ancora prima della ratifica dei colleghi ministri.

Oggi il collega austriaco, il banchiere centrale Ewald Nowotny ha detto: “Mario Draghi è da tempo membro del consiglio della Bce. Lì ha raccolto un profondo rispetto, ne è esponente riconosciuto e con una vasta esperienza e un chiaro orientamento in favore della stabilità”.

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