17 maggio 2011 / 05:40 / 7 anni fa

Eurogruppo designa Draghi alla Bce all'unanimità, oggi ok Ecofin

BRUXELLES (Reuters) - Dopo l‘appoggio giunto ieri notte da tutto l‘Eurogruppo per la nomina di Mario Draghi alla presidenza della Banca centrale europea, oggi è atteso il via libera da parte dei ministri finanziari di tutti i paesi europei per il banchiere italiano che a fine giugno verrà designato al vertice della Bce dai capi di Stato e di governo Ue.

<p>Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, che nella notte l'Eurogruppo ha designato alla presidenza della Bce. REUTERS/Philippe Wojazer</p>

Lo ha anticipato Jean-Claude Juncker ieri poco prima della mezzanotte, nella conferenza stampa al termine della riunione dei responsabili delle finanze dell‘euro.

“L‘Eurogruppo ha designato all‘unanimità Mario Draghi alla successione di [Jean-Claude] Trichet”, ha detto Juncker.

“La proposta [di nomina di] Draghi sarà trasmessa alla presidenza ungherese e approvata domani dall‘Ecofin e poi inviata da me stesso al Parlamento europeo in modo che ci possa essere l‘accordo dei capi di Stato e di governo nel vertice del 24 giugno e che Mario Draghi diventi il nuovo presidente della Bce”.

Ieri in mattinata, il presidente dei ministri della zona euro aveva anticipato che la nomination di Draghi era l‘unica giunta dai paesi dell‘area monetaria, come a indicare il gradimento del candidato italiano ancora prima della ratifica dei colleghi ministri.

In una zona euro divisa sugli eventuali ulteriori interventi per la Grecia, sugli ultimi dettagli del fondo di salvataggio permanente (Esm) e sulla richiesta irlandese di riduzione dei tassi sugli aiuti, l‘appoggio della zona euro per Draghi è risultato condiviso e fondato su solide motivazioni.

“Draghi ha una reputazione internazionale... attraverso la sua carriera ha provato che ha molto cari i valori dell‘euro e il processo di integrazione dell‘euro, che non è ancora concluso”, ha detto il presidente dell‘Eurogruppo.

“È una persona che ha tutte le caratteristiche richieste dal Trattato”.

Nonostante l‘accelerazione della nomina del governatore della Banca d‘Italia al vertice di Francoforte, Juncker ha escluso ieri notte un avvicendamento tra Draghi e Trichet prima della scadenza naturale dal mandato del francese, il prossimo 31 ottobre.

“Trichet non è malato... e quindi rimarrà in carica fino alla fine del suo mandato, almeno lo spero”, ha detto Juncker, dopo aver definito “sorprendente” la domanda di un giornalista sulla possibilità di un passaggio di consegne prima di fine ottobre.

Il ministro delle Finanze francese Christine Lagarde ha comunque sottolineato ieri notte che Parigi si attende, dopo l‘appoggio a Draghi per la presidenza, che Roma gli ceda un posto nel consiglio esecutivo dell‘istituto centrale.

“Al vertice italo-francese [lo scorso 26 aprile] era stato evocato il punto della partecipazione di un francese al board della Bce. Probabilmente al posto di un italiano”, ha detto la francese.

“Perché non è per niente logico avere due membri della stessa nazionalità nel board della Bce, mentre è logico che uno dei due - non il presidente appena designato - lasci il suo posto elegantemente”, ha aggiunto, riferendosi a Lorenzo Bini Smaghi, che siede nell‘executive board dal 2005 e ha un mandato con scadenza prevista nel maggio 2013.

Il banchiere fiorentino interpellato ieri aveva sottolineato che la fine naturale del suo contratto presso la Bce è solo il 2013 e aveva detto di avere, per ora, programmi a Francoforte.

Bini Smaghi è considerato uno dei possibili candidati alla successione di Draghi al vertice della Banca d‘Italia.

(Francesca Landini)

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