16 maggio 2011 / 16:13 / tra 6 anni

Ubi vede utili a 700 mln in 2013, Core Tier1 a 8,2%

* Non previste operazioni straordinarie M&A

* Dividendi a 2015 per oltre 1 mld

* Aumento capitale entro giugno

di Andrea Mandalà

MILANO (Reuters) - UBI Banca punta a tornare ad un adeguato livello di redditività con una base patrimoniale solida e focalizzandosi sull‘attività tipica di banca commerciale con un limitato ricorso alla finanza.

Il piano 2011-13, con estensione al 2015, presentato oggi alla comunità finanziaria, si pone un obiettivo di utile netto (escluso l‘effetto delle Ppa) pari a circa 700 milioni nel 2013 e oltre 1,1 miliardi nel 2015 (600 milioni e oltre 1,1 miliardi considerando gli effetti contabili da operazioni di aggregazione aziendali).

“Il piano dimostra che è possibile tornare a livelli adeguati di redditività senza rinunciara a perseguire la massima qualità”, ha spiegato alla platea di analisti e investitori l‘AD, Victor Massiah

A Piazza Affari, in una giornata pesante per tutto il settore bancario il titolo Ubi ha chiuso in calo dell‘1,82% a 5,65 euro mentre gli analisti, senza nascondere perplessità, sono intenti valutare i target del piano.

“Sono perplesso soprattutto sulla parte relativa ai ricavi”, dice un analista.

Citigroup, in una nota di questa mattina, dice che i target di utile e di ricavi sono in linea con il consenus.

DIVIDENDI SUPERERANNO AUMENTO DI CAPITALE

Il gruppo, ha spiegato l‘AD, punta ad un ritorno verso adeguati livelli di redditività senza premere l‘acceleratore sui volumi, sulla leva (che anzi dovrebbe diminuire) e senza alzare il profilo di rischio.

Allo stesso tempo non rinuncerà a remunerare adeguatamente i soci promettendo a fine piano una distribuzione cumulata di dividendi per oltre un miliardo, ovvero per un ammontare superiore all‘importo dell‘aumento di capitale sulla base di un pay-out costantemente superiore al 50% sull‘utile di ogni esercizio e di una cedola unitaria in crescita costante per tutto il periodo del piano.

Massiah ha aggiunto poi che si tratta di una politica di dividendi “molto conservativa” e che nel piano “c’è un forte spazio per essere più aggressivi”.

Il Rote (return on tangible equity calcolato come rapporto tra utile netto e il patrimonio netto tangibile) inclusi gli impatti della Ppa è atteso al 9% nel 2013 e al 14,1% nel 2015 rispetto ad un livello di 2% del 2010.

Tutto questo, hanno sottolineato i vertici dell‘istituto, in un piano che non prevede operazioni straordinarie.

CORE TIER 1 2013 A 8,2%, NEL 2015 a 8,9%

Sotto il profilo patrimoniale il ‘common equity ratio’ è visto all‘8,2% nel 2013 e all‘8,9% nel 2015, senza tenere conto di un‘eventuale ipotesi di conversione del prestito obbligazionario convertibile che rappresenterebbe ulteriori 64 punti base portando al 9,5% il common equity al 2015.

“E’ un livello di solidità da Sifi”, ha commentato Massiah.

Le stime sui coefficienti includono le novità introdotte da Basilea III e il passaggio ai modelli ‘advanced’ per quanto riguarda la determinazione dei requisiti patrimoniali a fronte dei rischi operativi e di credito.

Determinante sarà l‘aumento di capitale fino a massimo un miliardo di euro, annunciato a sorpresa a fine marzo, che dovrebbe essere concluso entro giugno.

L‘AD ha spiegato che la decisione di ricorrere ad un aumento di capitale è stato dettato dalla volontà di “cogliere tutte le opportunità di crescita endogena individuate nel piano industriale” e di migliorare la composizione e la qualità dl patrimonio senza ricorrere all‘emissione degli strumenti di patrimonializzazione previsti dalla nuova normativa.

PROVENTI VISTI A 5 MLD IN 2015

Il piano prevede una crescita dei proventi operativi netti a 4,2 miliardi al 2013 e a circa 5 miliardi al 2015 (da 3,5 miliardi del 2010) con un Cagr 2010-2013 di +6,6% e un Cagr 2010-2015 del +7,4%.

Tra le componenti il margine di interesse è visto a a 2,6 e 3,1 miliardi nei due periodi indicati (da 2,1 del 2010).

In tema di raccolta diretta una forte spinta è attesa dal IW Bank che la capogruppo intende trasformare da una banca focalizzata nell‘online trading ad una banca online a 360°.

Sul fronte dei volumi gli impieghi verso la clientela sono previsti a 110,3 mld nel 2013 e 118,5 mld nel 2015 (Cagr +2,7% e +3,1%. I target del rapporto impieghi/raccolta diretta sono 100% nel 2013 e 96% al 2015.

A livello complessivo è prevista una leggera crescita degli oneri operativ con un Cagr 2010-2013 di +0,8% e un Cagr 2010-2015 di +0,4%.

Il cost/income è atteso al 56,7% nel 2013 e al 48,2% nel 2015.

Grazie alla riqualificazione del personale verso attività commerciali e all‘incremento dell‘efficienza operativa, il piano consente inoltre una riduzione netta dell‘organico di circa 1.000 unità, di cui 800 aggiuntive rispetto a quelle previste nel 2011. La riduzione netta tiene conto di oltre 1.000 assunzioni nel periodo del piano.

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

ricavim non stanno ne in cielo ne interno, margfine dinteresse cme fa c ercere senza crescita crediti...

l‘impressione

consenus, euters in linea, però

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