5 maggio 2011 / 14:43 / 6 anni fa

Decreto sviluppo, primo di una serie. Via libera da cdm

<p>Il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti a Palazzo Chigi il 9 febbraio 2011. REUTERS/Tony Gentile</p>

di Giuseppe Fonte

ROMA (Reuters) - Via libera dal consiglio dei ministri di questa mattina al decreto per il rilancio dello sviluppo economico, primo di una serie di provvedimenti che darà attuazione al Programma delle riforme concordato con l‘Europa.

Tra minori controlli sulle imprese, fiscalità di vantaggio nel Sud e nuovo regime dei diritti di superficie per le zone costiere, il decreto rappresenta il tentativo del governo di rispondere alle critiche piovute in questi mesi da imprese e parti sociali (ma anche dalla stessa maggioranza), insofferenti verso la politica di rigore imposta dal ministro dell‘Economia Giulio Tremonti.

“Il decreto è il primo di una serie che presenteremo nella logica del semestre europeo. Il prossimo decreto conterrà norme per la deflazione del processo civile”, spiega in conferenza stampa lo stesso Tremonti. “Quel poco che costa è assolutamente coperto”, aggiunge.

Buona parte del provvedimento - del quale il testo, nella versione però ancora non definitiva come ha detto il ministro, sarà diffuso in serata - riguarda la semplificazione dei controlli sulle imprese, che arriveranno con cadenza semestrale e non potranno durare più di 15 giorni. In più, oggi l‘Agenzia delle Entrate pubblicherà una circolare che introdurrà sanzioni “per chi esagera con i controlli fiscali”, continua Tremonti.

Per rilanciare l‘occupazione nel Mezzogiorno, il decreto introduce un credito d‘imposta mensile (300 euro secondo le bozze circolate ieri) che scatta con l‘assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori svantaggiati. Per le donne assunte nelle regioni del Sud dove c’è una disparità di presenza tra i sessi scatta una defiscalizzazione pari al 50% degli oneri salariali fino a 24 mesi.

CONCESSIONI COSTIERE AVRANNO DURATA DI 90 ANNI

Sul modello delle reti di impresa, il decreto prevede l‘istituzione dei distretti balneari e pone le basi per la nascita di zone costiere a burocrazia zero.

Cambia anche il regime concessorio per gli imprenditori che hanno attività lungo le coste italiane. Fermo restando il diritto di passaggio e di utilizzo delle spiagge, tutto ciò che è terreno su cui insistono insediamenti turistici (chioschi, strutture ricettive sulla spiaggia) sarà sottoposto a un diritto di superficie della durata di 90 anni.

“Pensiamo che un diritto lungo dia una prospettiva sufficientemente logica per fare investimenti”, dice Tremonti che, per evitare polemiche con le opposizioni, assicura: “Non c’è nessuna vendita delle spiagge”.

Confermato il piano triennale per l‘assunzione a tempo indeterminato di docenti e personale tecnico amministrativo della scuola. Le imprese che investono nella ricerca universitaria si vedranno riconoscere un credito di imposta pari al 90% della spesa aggiuntiva.

Dovrebbe trovare conferma nel testo definitivo anche la possibilità di rinegoziare a tasso fisso da variabile i mutui fino a 150.000 euro.

PIANO CASA: CIPE ATTIVA 740 MLN DI FONDI

Il decreto cerca di rilanciare anche il piano per l‘edilizia abitativa, rimasto al palo dopo il terremoto che ha colpito l‘Abruzzo il 6 aprile. I proprietari di casa potranno ampliare fino al 20% gli immobili ristrutturati, nel caso di edifici non residenziali il volume potrà crescere del 10%. Decorsi 120 giorni le disposizioni saranno valide in tutto il territorio nazionale, anche se le regioni nel frattempo non si saranno ancora adeguate.

Sempre nell‘ambito di edilizia abitativa, il Cipe ha attivato oggi 740 milioni di euro di fondi pubblici. Nel dettaglio il Cipe si è espresso sugli schemi di accordo di programma siglati con le regioni Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto e la Provincia autonoma di Trento. Il piano, spiega una nota, consente “la realizzazione di 15.200 alloggi”.

Le risorse “si aggiungono ai 140 milioni di euro già stanziati a favore del sistema di fondi immobiliari per l‘edilizia residenziale in risposta al fabbisogno complessivo di abitazioni da parte delle categorie sociali svantaggiate”.

(ha collaborato Alberto Sisto)

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