4 maggio 2011 / 09:52 / tra 7 anni

Solare, accordo Ambiente-Sviluppo, domani decreto

di Alberto Sisto e Massimiliano Di Giorgio

<p>Pannelli solari a Montalto di Castro REUTERS/Max Rossi</p>

ROMA (Reuters) - Il decreto interministeriale che ridefinisce gli incentivi per l‘energia solare prevede un supporto “straordinario” a impianti fino a 200 Kw a terra e sui tetti e “risarcimenti” per coloro che dovessero ricevere minori incentivi a causa di un ritardo nelle procedure di allaccio alla rete elettrica.

Lo ha detto il ministro dell‘Ambiente Stefania Prestigiacomo a margine di una conferenza stampa confermando di aver raggiunto un accordo con il collega dello Sviluppo economico Paolo Romani sul testo del provvedimento in via di approvazione.

“Abbiamo trovato un‘intesa ieri sera e ormai è questione veramente di poche ore e il decreto sarà finalmente sottoscritto. Riteniamo di aver dato grande prospettiva a un settore fondamentale”, ha detto il ministro.

Stamani una fonte di settore aveva riferito a Reuters che nonostante l‘accordo tra i due ministri il provvedimento sarà portato al Consiglio dei ministri di domani “perché [il ministro dell‘Economia, Giulio] Tremonti vuole essere sicuro degli impatti degli incentivi sull‘inflazione”.

Il dissidio fra i due ministri riguardava il momento in cui sarebbero dovuti partire gli incentivi.

Entro 60 giorni dal momento della certificazione della fine lavori dell‘impianto secondo la Prestigiacomo. Solo al momento dell‘allacciamento alla rete elettrica per Romani. Una divisione con effetti non secondari per gli imprenditori del settore in quanto il decreto prevede che gli incentivi si riducano in valore mese per mese e quindi più tardi arriva la certificazione dell‘investimento meno si guadagna.

Secondo la fonte, l‘intesa prevede che si pagherà a partire dal momento dell‘allacciamento all‘impianto, come chiedeva Romani, ma i produttori saranno garantiti dalle procedure previste per i normali allacciamenti che sono definite dal Tica (Testo integrato delle connessioni in rete); un codice degli obblighi imposti a Terna e alle società elettriche che prevede tempi ma anche sanzioni in caso di ritardi ingiustificati.

Le sanzioni e l‘eventualità di vedersi riconosciuti dei rimborsi, ancora da definire nei modi e nelle quantità, dovrebbero dare garanzie agli investitori e per questo hanno convinto la Prestigiacomo.

“Se arriva in ritardo l‘allaccio, ci sarà il risarcimento secondo le modalità stabilite dall‘Autorità per l‘energia e il gas. Credo che questo sia un principio straordinario...temiamo di andare incontro a ritardi negli allacci visto il grande boom che c’è stato”, ha detto il ministro dell‘Ambiente.

Il governo ha detto di voler rivedere lo schema di incentivi per il solare perché diventato troppo costoso per i contribuenti e troppo generoso rispetto ad altri schemi in Europa.

A marzo l‘Autorità per l‘energia ha annunciato un aumento delle bollette elettriche per il secondo trimestre del 2011 del 3,9% spiegando che per il 3% era conseguenza degli incentivi per la produzione da fonti rinnovabili.

Prestigiacomo ha spiegato che il governo, nel modificare i termini degli incentivi, ha cercato di privilegiare i piccoli produttori e l‘autoconsumo.

“Abbiamo supportato in maniera straordinaria gli impianti fino a 200 Kw non soltanto sui tetti ma anche a terra. È stato veramente un capovolgimento dei criteri precedenti. Si punta sui piccoli e si privilegia l‘autoconsumo”.

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