3 maggio 2011 / 14:19 / tra 7 anni

Edison, Zuccoli: su riassetto "momento è complicato"

MILANO (Reuters) - La trattativa tra EdF e i soci italiani guidati da A2A sul riassetto di Edison è in una fase complicata, ma l‘obiettivo è di chiuderla entro metà settembre.

Lo ha detto il presidente di Edison e del consiglio di gestione della superutility lombarda, Giuliano Zuccoli.

“Il momento è complicato”, ha così risposto il manager a chi gli chiedeva dello stato del negoziato con i francesi, a margine di una presentazione a Palazzo Marino.

Zuccoli ha poi aggiunto: “Prioritario è rilanciare la Edison, comunque speriamo di chiudere entro settembre”.

Il monito del manager valtellinese - che giunge a solo una settimana di distanza dall‘assemblea di Edison che ha sancito l‘uscita di scena dell‘AD Umberto Quadrino sostituito dal francese Bruno Lescoeur - è frutto, molto probabilmente, delle pressioni del governo italiano, contrario al passaggio del secondo produttore di energia elettrica italiano in mani francesi.

Lo scorso marzo fu proprio il ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti, a chiedere una proroga di sei mesi all‘accordo, già raggiunto fra Edf e le utility italiane, che prevedeva il controllo diretto da parte dei francesi della maggioranza del capitale della società e lo spacchettamento di Edipower fra i vari soci, trasformando difatto Edison in una gas company.

Rinviata al 15 di settembre anche la scadenza dei patti parasociali che regolano la governance di Edison.

“Se entro quella data non si troverà un accordo che difficilmente potrà essere diverso da quello già sul tavolo, si andrà all‘Opa su Edison da parte dei francesi”, dice una fonte vicina al dossier.

D‘altro canto se non si trovano altre soluzioni - si parla di un ruolo di Enel o di Eni attraverso la Cdp in caso di fallimento delle trattative fra i soci attuali - il destino di Edison appare segnato, come ha sottolineato lo stesso Zuccoli la settimana scorsa: “I francesi restano in maggioranza con la possibilità per noi di ridurre la nostra partecipazione ottenendo anche asset”.

Il progetto originario prevede lo scioglimento di Transalpina di Energia, holding controllata al 50% da Edf e al 50% da Delmi, che a sua volta detiene il 61,3% di Edison. In cambio i soci di Delmi (A2A 51%, Iren 15%, più altre utility) hanno la possibilità di ridurre la loro partecipazione, ottenendo alcune centrali derivanti dallo spezzattino di Edipower l‘ex genco dell‘Enel che gestisce ben nove centrali.

(Giancarlo Navach)

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