28 aprile 2011 / 16:49 / tra 7 anni

Saras,in Libia situazione peggiora, a rischio conti 2011

MILANO (Reuters) - In Libia la situazione tende a complicarsi, anche se per Saras non ci sono state conseguenze nel primo trimestre a seguito dello stop delle importazioni di greggio dal paese del Nordafrica. Sui risultati dell‘intero anno, invece, potrebbero esserci conseguenze, se la crisi durerà ancora, anche se al momento non sono quantificabili.

Lo ha detto il direttore generale del gruppo, Dario Scaffardi, a margine dell‘assemblea sul bilancio 2010 chiuso con una perdita di 110 milioni di euro e nessuna distribuzione della cedola.

A fronte di questa situazione non brillante del gruppo, con i margini di raffinazione che continuano a non migliorare, i fratelli Gianmarco e Massimo Moratti, rispettivamente presidente e AD della società, hanno deciso di prendere seriamente in considerazione la richiesta, fatta da un consigliere, di una riduzione dei loro compensi che nel 2010 sono ammontati a oltre 2,5 milioni di euro a testa.

“Siccome la richiesta fatta dall‘assemblea è stata ritenuta da me e da mio fratello una richiesta consapevole, prendiamo in seria considerazione la riduzione del nostro stipendio”, ha detto Gianmarco Moratti rispondendo a un azionista che lamentava l‘entità degli stipendi dei due manager a fronte dei risultati non brillanti registrati dal gruppo nel 2010.

Tornando alla crisi nel paese nordafricano “in Libia la situazione è iniziata a peggiorare a fine febbraio. Al momento non ci sono più esplorazioni e, da quanto sappiamo, ci sono organizzazioni legate ai ribelli che stanno cercando di fare qualcosa”, ha aggiunto Scaffardi al quale non risulta che i terminal di esportazione siano stati danneggiati dai bombardamenti in modo significativo.

Secondo Scaffardi, “al mondo ci sono ampie disponibilità di greggio. È chiaro che dalla Libia c‘era una convenienza logistica, ma adesso quello che non ritiriamo dalla Libia proviene da alcuni paesi del Caucaso, come Arzebaigian o Kazakistan, poi dalla Nigeria e dal Gabon”.

Scaffardi ha sottolineato che il bilancio dell‘anno non può non tenere conto della crisi, anche se sul primo trimestre non ha avuto alcun impatto poiché l‘azienda aveva già stock di greggio adeguati. Gli effetti si inizieranno a vedere dal secondo trimestre, anche se in questo periodo gli impianti di raffinazione in Italia sono in manutenzione programmata e quindi necessitano di meno greggio.

Saras ha importato nel 2010 dalla Libia il 35-40% del greggio totale da raffinare.

“Si tratta di una qualità che non si sostituisce facilmente e, inoltre, se lo si compra da altri Paesi costa di più perché ci sono costi logistici maggiori e poi quei paesi fanno prezzi più elevati”.

Il manager ha infine detto che la società è in contatto con altre società petrolifere per realizzare jv commerciali.

Il titolo ha terminato piatto in Borsa: -0,06% a 1,67 euro.

(Giancarlo Navach)

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