27 aprile 2011 / 11:52 / tra 7 anni

Parmalat, fonti: cordata italiana non c'è,ipotesi Cdp a "tutela"

ROMA (Reuters) - Non esiste nessuna cordata italiana e nessun socio industriale che possa contendere ai francesi di Lactalis il controllo di Parmalat. Si sta lavorando al momento all‘ipotesi di un ingresso di Cassa depositi e prestiti nel gruppo di Collecchio con una quota di minoranza definita “finanziaria” per salvaguardare gli interessi italiani.

<p>Latte Parmalat in un supermercato a Roma. REUTERS/Max Rossi</p>

È quanto riferiscono a Reuters più fonti governative.

“Non c’è alcuna cordata italiana pronta a contendere Parmalat ai francesi. Gli incontri per costituire questa cordata sono falliti già da una decina di giorni soprattutto perché non si è trovato nessun socio industriale capace di affiancare le banche nell‘acquisizione della società”, dice una fonte.

Un‘altra fonte aggiunge che “l‘unica ipotesi sulla quale si sta lavorando è l‘eventuale ingresso di Cdp con una quota di minoranza, che potrebbe essere intorno al 10%, a tutela degli interessi italiani”.

“Cdp può svolgere un ruolo di accompagnamento delle imprese, non ha la funzione di controllo. Lo schema a questo punto prevede l‘ingresso di Cdp in Parmalat con una quota di minoranza a tutela degli interessi italiani”, conferma una terza fonte governativa.

FARO CONSOB DÀ RESPIRO A GOVERNO

Le fonti dicono che al momento si sta lavorando “senza fretta” anche a causa delle tensioni interne alla maggioranza, legate soprattutto alle dichiarazioni della Lega sui bombardamenti in Libia, “visto il ruolo della Lega e del ministro dell‘Economia Giulio Tremonti nella vicenda Parmalat”.

Un deputato della Lega, che ha parlato con Reuters a condizione di restare anonimo, non nasconde le frizioni nella compagine di governo, ma aggiunge che a questo punto “la partita è chiusa” a favore dei francesi e che di questo anche il suo partito ormai se ne rende conto.

Che il tempo volga al peggio per le tensioni dentro la maggioranza lo dimostra il rinvio del Consiglio dei ministri, previsto per venerdì e slittato alla prossima settimana.

Ieri, al termine del vertice bilaterale, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno detto di avere costituito un gruppo di lavoro misto per valutare la situazione del gruppo lattiero italiano.

Il governo ritiene di avere tempo a sufficienza per negoziare con i francesi l‘ingresso della Cdp in Parmalat.

“Per ora si è in una fase di attesa. I tempi lo permettono: la Consob ha chiesto chiarimenti a Lactalis e il percorso per lanciare l‘Opa richiede alcuni passaggi”, dice una delle fonti.

Secondo i giornali la Consob ha chiesto alla famiglia Besnier chiarimenti sui conti del gruppo Lactalis, che non è quotato e non pubblica i suoi bilanci.

Dopo aver notificato ieri l‘offerta, Lactalis ha 20 giorni per depositare il filing in Consob, che dovrà esprimere un parere entro i successivi 15 giorni. Il periodo di offerta avrà una durata obbligatoria di 20 giorni.

(Paolo Biondi e Giuseppe Fonte)

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