26 aprile 2011 / 14:52 / 6 anni fa

Francia apre a Draghi in Bce in giorno Opa su Parmalat

di Francesca Piscioneri

<p>Il presidente della Bce, Jean Claude Trichet (a destra) e il governatore di Bankitalia Mario Draghi. REUTERS/Stefano Rellandini/Files</p>

ROMA (Reuters) - L‘Italia, nel giorno in cui la francese Lactalis lancia l‘Opa su Parmalat, strappa a Parigi il sostegno ufficiale alla candidatura di Mario Draghi alla presidenza della Bce quando scadrà il mandato di Jean Claude Trichet.

L‘annuncio, nell‘aria da ieri, è arrivato dalla viva voce del presidente francese, Nicolas Sarkozy, al vertice intergovernativo fra Italia e Francia che si è tenuto stamani a Villa Madama.

Parlando di fronte alla stampa al termine del bilaterale, ancora prima che i giornalisti gli rivolgessero la domanda, è stato lo stesso Sarkozy a dichiarare: “La Francia sarà molto felice di sostenere l‘Italia alla presidenza della Bce. Sto parlando di Mario Draghi [governatore della Banca d‘Italia] che appoggiamo non perché è italiano ma perché è un uomo di qualità. In più è anche italiano”.

La presidenza a guida Trichet scade a fine ottobre e Draghi - 63 anni e attuale presidente anche del Financial Stability Board - dopo l‘uscita di scena del candidato tedesco capo della Bundesbank Axel Weber, è visto come il favorito, soprattutto per il suo curriculum. Oggi tuttavia un portavoce del governo tedesco ha preferito non commentare l‘apertura dei francesi al governatore di Bankitalia limitandosi a dire che la decisione sarà assunta al prossimo consiglio Ue di giugno. La strada di Draghi, dopo le dichiarazioni di Sarkozy, sembra tuttavia in discesa tanto che nei giorni scorsi il quotidiano tedesco Handelsblatt ha riferito che il ministro delle Finanze di Berlino Wolfgang Schaeuble è pronto a considerare la candidatura di Draghi. La parola finale sulla successione sarà comunque quella del cancelliere Angela Merkel, che - secondo quanto ripetono molti addetti ai lavori in Germania - potrebbe ugualmente opporsi all‘ipotesi Draghi per questioni di convenienza politica interna.

Il presidente francese ha poi aggiunto che Berlusconi, dal canto suo, “ha detto che l‘Italia è disponibile a nominare un francese nel direttorio Bce”.

BERLUSCONI: OPA LACTALIS NON E’ OSTILE MA SPERO ACCORDO

L‘apertura su Draghi è il principale successo tangibile dell‘Italia in un bilaterale che già alla vigilia si annunciava teso dopo le molte frizioni fra i due Paesi su immigrazione, posizione rispetto alla guerra in Libia e, naturalmente, dossier economici.

Sulle prime due questioni il clima si è disteso decisamente con la firma di una lettera congiunta nella quale si chiede all‘Europa una revisione di Schengen e dopo la decisione dell‘Italia di partecipare alla campagna di Libia anche bombardando, seppur obiettivi militari mirati. Non così per le querelle economiche.

Stamani, proprio mentre il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti - presente al bilaterale con i ministri di Esteri e Interno - stava iniziando il suo colloquio con la collega Christine Lagarde, la francese Lactalis ha annunciato un‘Opa su Parmalat della quale detiene già il 29%. La mossa arriva proprio mentre è in via di definizione una cordata italiana per ‘salvare’ il gruppo di Collecchio dalle mire francesi.

Berlusconi mostra sicurezza e allarga il discorso alla necessità di dar vita a grandi gruppi “italo-francesi e franco -italiani” anche se non rinuncia a una stoccatina sul timing dell‘operazione. “Non considero l‘Opa come un‘Opa ostile”, dice in conferenza stampa, salvo aggiungere subito dopo: “E’ singolare che venga lanciata proprio questa mattina, ma per questo escludo in maniera sicura che vi fosse una consapevolezza da parte del governo francese di una sovrapposizione fra la visita di oggi e l‘Opa”.

Poi, dopo aver ricordato come in Francia siano presenti 1.800 piccole e medie imprese italiane e come noi esportiamo in Francia più di quanto non faccia la Francia verso di noi, ha elogiato il libero mercato alla luce della sua esperienza da imprenditore: “L‘economia deve sempre essere assolutamente libera. Gli stati possono intervenire solo quando si tratta di settori che possono mettere a rischio l‘ordine e la sicurezza interna”.

Il ministro Tremonti ha varato norme antiscalata proprio sul modello d‘oltralpe che prevedono anche l‘intervento della Cdp.

“Ci sembra che la strada da seguire sia dare vita a grandi gruppi franco-italiani e italo-francesi. Ci auguriamo che gli imprenditori italiani possano avanzare proposte concrete affinché si possa non portare a termine l‘Opa ma stabilire una partecipazione italiana insieme a Lactalis”, ha commentato Berlusconi.

“Abbiamo deciso di affidare a due nostri collaboratori, per noi il segretario generale dell‘Eliseo, il compito di cercare, in pieno accordo con i ministri, di trovare delle soluzioni”, ha detto da parte sua Sarkozy.

Aggiunge però: “Voi avete le piccole e medie imprese e noi i gruppi potenti: non c’è ragione di farsi la guerra”.

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