26 aprile 2011 / 07:21 / tra 7 anni

Parmalat, Lactalis annuncia opa a 2,6 euro

MILANO/ROMA (Reuters) - Nel giorno del vertice Italia Francia di Roma, il gruppo francese Lactalis ha annunciato un‘offerta pubblica di acquisto totalitaria su Parmalat a 2,6 euro per azione in contanti.

<p>Immagine d'archivio di un addetto che sistema confezioni di latte Parmalat in un supermercato a Roma. REUTERS/Max Rossi (ITALY - Tags: FOOD BUSINESS)</p>

Una mossa che spiazza gli eventuali componenti della cordata tricolore attorno alla quale anche oggi dovrebbero proseguire i negoziati tra Cdp e banche.

Il governo italiano, dopo aver tentato di impedire che Parmalat cadesse nelle mani dei francesi, prima con un decreto che consentiva il rinvio dell‘assemblea e poi modificando lo statuto della Cdp per permetterle di acquistare quote in aziende di rilevante interesse nazionale, sembra ora fare buon viso a cattivo gioco.

Nella conferenza stampa che ha concluso il vertice Francia-Italia, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto che il governo non considera ostile l‘Opa di Lactalis, pur auspicando che si arrivi a un controllo congiunto della società con soci italiani.

L‘opa ha avuto un ovvio effetto volano sul titolo. Parmalat, che aveva chiuso giovedì scorso a 2,3 euro per azione, oggi ha terminato la seduta in rialzo del 10,73% a 2,56 euro, scambiando quasi 136 milioni di pezzi, contro una media di un‘intera seduta di 37,5 milioni.

PREZZO OPA A PREMIO, DURERA’ QUATTRO SETTIMANE

Il prezzo, secondo il comunicato Lactalis, rappresenta un premio del 21,3% sulla quotazione degli ultimi 12 mesi, per un controvalore di 3,375 miliardi, e del 33,6% rispetto all‘enterprise value per azione. L‘opa interessa il 71% circa del capitale Parmalat non ancora in mano ai francesi.

Secondo una fonte vicino alla Consob, l‘Opa avrà una durata obbligatoria di quattro settimane, come previsto dal vecchio regime, invece dei 15 giorni previsti dal nuovo regolamento Consob che entrerà in vigore la prossima settimana.

Sommandovi i tempi di presentazione e approvazione del prospetto informativo in Consob, diventano quindi piuttosto stringenti i tempi per il gruppo francese, che entro il 16 giugno deve consegnare le azioni con cui intende presentarsi in assemblea.

Tuttavia, con il 29% in mano, Lactalis potrebbe comunque avere capitale sufficiente per nominare la maggioranza degli amministratori, qualora non si palesasse la cordata italiana.

La Commissione europea ha invece fatto sapere di essere in attesa che venga ufficialmente comunicato all‘autorità Ue per la concorrenza il lancio dell‘opa.

LACTALIS PENSA A INTEGRAZIONE ATTIVITA’

Il gruppo francese valuterà l‘opportunità di far confluire in Parmalat le attività europee del latte confezionato e intende mantenere la società quotata alla borsa di Milano, procedendo, se necessario, al ripristino del flottante.

Il gruppo Lactalis unito a Parmalat dovrebbe realizzare un giro d‘affari pro forma di circa 14 miliardi di euro, diventando il primo gruppo mondiale nei prodotti lattiero-caseari, si legge nella nota.

“Noi abbiamo un progetto di crescita ambizioso per Parmalat: farne il gruppo italiano di riferimento nel latte confezionato a livello mondiale, con sede, organizzazione e testa in Italia”, ha dichiarato nel comunicato il presidente del Gruppo Lactalis, Emmanuel Besnier.

Nel documento di offerta, il gruppo francese ricorda di aver annunciato il 17 marzo scorso l‘intenzione di “diventare azionista industriale di riferimento di Parmalat” e precisa che “a seguito del mutato quadro normativo e della possibile evoluzione dell‘assetto azionario di Parmalat, [...] è adesso intezione di Lactalis acquisire il controllo [della società italiana] al fine di perseguire una proficua integrazione delle rispettive attività”.

Oltre a Lactalis (che ha un prezzo medio di carico di 2,65 euro), soci rilevanti di Parmalat sono con il 5% circa Blackrock e col 2,4% Intesa Sanpaolo.

L‘operazione verrà coperta tramite un finanziamento infra-gruppo messo a disposizione da Bsa Finance, che a sua volta farà ricorso a un finanziamento bancario per massimi 3,4 miliardi messo a disposizione da Crédit Agricole Corporate e da Investment Bank, Hsbc France, Natixis e Société Generale Corporate and Investment banking in qualità di mandated lead arrangers e original lenders.

L‘offerta è soggetta a una serie di condizioni, tra cui adesioni non inferiori al 55% del capitale Parmalat e al via libera da parte delle competenti autorità in materia di concorrenza.

Fondato nel 1933, Lactalis è un gruppo di proprietà della famiglia francese Besnier, presente in 148 Paesi. Tra i più grandi produttori e distributori di prodotti lattiero-caseari a livello internazionale - che commercializza attraverso 100 diversi brand (di cui i due marchi globali Galbani e President rappresentano circa il 30% del giro d‘affari) - conta 126 siti produttivi in 24 Paesi, impiegando oltre 38.000 dipendenti.

Con un fatturato di circa 9,4 miliardi di euro (di cui circa il 60% generato al di fuori della Francia), è il terzo produttore mondiale di prodotti lattiero-caseari e il primo nella produzione di formaggi.

MERCATO SI INTERROGA SU EVENTUALE CONTRO-OPA

“Lactalis ha fatto la cosa migliore che poteva fare. Ora bisogna vedere se una cordata italiana rilancia con una contro-opa”, ha commentato a caldo Simone Ragazzi, analista di Centrobanca.

Da tempo si sta lavorando alla formazione di una cordata italiana sul gruppo alimentare italiano sotto la direzione di Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Unicredit. Una cordata per cui sono stati citati vari gruppi alimentari italiani, ma che al momento sembra non avere trovato un partner industriale.

Una fonte vicina al dossier ha riferito a Reuters che oggi la Cassa depositi e prestiti avrebbe discusso con le banche in conference call degli sviluppi dopo la notizia dell‘opa francese.

(Cristina Carlevaro, hanno collaborato Giuseppe Fonte e Francesca Piscioneri da Roma)

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