20 aprile 2011 / 09:34 / 6 anni fa

Mediaset,Confalonieri: dati smentiscono critiche stampa/analisti

COLOGNO MONZESE (Reuters) - I risultati di Mediaset e l‘analisi del settore media smentiscono le profezie di crisi della tv tradizionale, le “prediche antiMediaset” della stampa, a partire da quelle del gruppo l‘Espresso, le critiche della Fieg sulla preponderanza della pubblicità televisiva, i giudizi tiepidi degli analisti.

Sono molti i soggetti criticati da Fedele Confalonieri, presidente del gruppo tv, nel suo discorso introduttivo all‘assemblea di bilancio.

“Nel periodo settembre 2006-febbraio 2007 (gli spettatori Tv) erano 47,6 milioni, tra settembre 2010 e febbraio 2011 erano 48,6 milioni. In più gli italiani stanno più a lungo davanti alla televisione. Questi dati smentiscono una volta per tutte i tanti profeti di sventura che avevano già fissato con l‘avvento del digitale e della convergenza la fine della tv tradizionale”, ha detto Confalonieri spiegando che per il gruppo “lo scenario multicanale significa più ascolti”.

“Ma oltre ai profeti di sventura, ci tocca anche sentire le obsolete prediche antitelevisive - soprattutto antimediaset - degli editori di carta stampata, gruppo Espresso-Repubblica in testa”, ha proseguito il presidente sostenendo l‘inesistenza del duopolio Rai-Mediaset grazie allo sviluppo del digitale, alla presenza di Sky Italia e alla crescita di La7 (gruppo TI Media).

“Eppure queste cose ci tocca ancora sentirle con l‘immancabile richiamo allo strapotere della pubblicità televisiva”, ha detto dopo che pochi giorni fa la Fieg ha sottolineato come un problema la storica concentrazione degli investimenti pubblicitari in Italia nella Tv (60%) a scapito della carta stampata.

Confalonieri ha concluso con una critica anche a “quegli analisti e giornali finanziari che, ignorando i brillanti risultati ottenuti (...), esprimono giudizi troppo prudenti sulla nostra azienda. Evidentemente sottovalutano la nostra posizione di leader sul mercato e il grande potenziale di sviluppo di questa azienda”.

In assemblea è presente il 56% del capitale sociale.

Stabili le quote degli azionisti sopra il 2% del capitale, con Silvio Berlusconi, tramite Fininvest, al 38,98%, più azioni proprie Mediaset per il 3,795%, con Mackenzie al 3,44% e con Blackrock al 2,87%.

(Claudia Cristoferi)

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