13 aprile 2011 / 13:56 / 7 anni fa

Draghi: crescita focus su Italia,Bce studia exit strategy

TORINO (Reuters) - E’ la crescita il fattore cruciale per l‘Italia sia per ridurre il debito con il nuovo ritmo imposto dall‘Unione europea, sia per recuperare il terreno perso con la crisi finanziaria.

<p>Mario Draghi. REUTERS/Stefan Wermuth/Files</p>

Lo ha sottolineato Mario Draghi, governatore della Banca d‘Italia e membro del consiglio governativo della Bce, che, sul fronte della politica monetaria, ha indicato come Francoforte stia studiando le modalità di uscita da condizioni monetarie attuali giudicate ancora “molto accomodanti”.

“La riduzione del debito richiesta all‘Italia [secondo le nuove norme europee] non è drammatica se il Paese cresce al 2%”, ha sottolineato Draghi, parlando a Torino in occasione dell‘apertura della Biennale della Democrazia.

Secondo il Patto di stabilità riformato, che deve essere approvato dal Parlamento europeo dopo l‘ok del consiglio europeo, i paesi con debito oltre il 60% del Pil dovranno ridurre l‘eccedenza di un ventesimo all‘anno. L‘Italia, che quest‘anno registrerà un debito pubblico in salita al 120% del Pil, ha segnato una crescita di 1,3% nel 2010.

Secondo il banchiere centrale, se la crescita rimane attorno all‘1%, il paese avrà bisogno di cinque anni per riportare il proprio prodotto ai livelli pre-crisi.

Per questo Draghi sollecita imprenditori e lavoratori italiani a ritrovare la capacità di sviluppo necessaria “per sciogliere i nodi che stringono le nostre prospettive di crescita” e chiede che la politica economica sappia “creare quell‘ambiente istituzionale in cui la capacità dell‘economia di svilupparsi possa dispiegarsi appieno”.

Tutto questo nell‘ambito dell‘Unione europea. “Il suo assetto è in evoluzione. I successi si accompagnano con tensioni fra Stati e fra questi e le istituzioni comunitarie. Ma per noi italiani, per noi europei, l‘Unione è la condizione essenziale per progredire ancora”.

BCE STUDIA EXIT STRATEGY DA POLITICA MOLTO ACCOMODANTE

Allargando l‘orizzonte, Draghi sottolinea che governi e istituti centrali sono impegnati in questa fase nel tracciare e attuare le exit strategy.

“In tutto il mondo si delinea ora chiaramente la necessità di far cessare il sostegno straordinario fornito nell‘ultimo triennio alle economie dai bilanci pubblici e dalle politiche monetarie”, dice il banchiere centrale, indicando che le politiche monetarie devono fare i conti in questa fase con l‘emergere di tensioni inflazionistiche, sospinte dal rincaro dei prodotti alimentari ed energetici.

Nell‘area dell‘euro, “stiamo valutando tempi e modi del rientro dall‘impostazione eccezionalmente espansiva”, dice Draghi, attento alla necessità di “prevenire il deterioramento delle aspettative sulla dinamica dei prezzi interni”.

Draghi sottolinea inoltre come la politica monetaria della Banca centrale europea “rimane, anche dopo il rialzo dei tassi d‘interesse di riferimento deciso la scorsa settimana, molto accomodante”.

FSB FINALIZZERA’ NORME SU GRANDI BANCHE

Parlando del settore bancario, Draghi ha ripetuto di essere soddisfatto degli aumenti di capitale recentemente annunciati da alcune delle maggiori banche italiane, tra cui Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi.

E, in qualità di presidente del Financial stability board, ha sottolineato le difficoltà che sta incontrando l‘organismo internazionale nella regolamentazione degli istituti di credito di grandi dimensioni.

“In forte recupero di redditività, ma non di credibilità agli occhi della pubblica opinione, molte grandi istituzioni negli Stati Uniti e in Europa tendono ora a resistere a interventi che le sottopongano a una supervisione più penetrante, che le obblighino a costituire riserve adeguate”.

“L‘FSB porterà a termine entro l‘anno il mandato ricevuto”, promette il presidente del board. “È comunque importante riflettere su quelle resistenze”, aggiunge.

Democrazia e mercato hanno alla lunga bisogno l‘una dell‘altro, dice Draghi, sottolineando che questi due poli “coesistono in una costante tensione, che deve essere sempre al centro dell‘interesse della politica, a cui spetta tracciare i confini fra i diritti irrinunciabili delle persone e l‘agire del mercato”.

(Francesca Landini)

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