12 aprile 2011 / 13:50 / 7 anni fa

Mps bene in borsa su aumento, piano al 2015

MILANO/ROMA (Reuters) - Dissipati i dubbi sul rafforzamento patrimoniale con l‘aumento fino a 2,47 miliardi, oggi banca Mps ha incassato l‘apprezzamento della Borsa dopo aver svelato stamani il nuovo piano industriale 2011-15 che promette oltre 1,7 miliardi di utile netto e 2 miliardi di dividendi distribuiti.

<p>Il presidente di Mps Giuseppe Mussari. REUTERS/Tony Gentile</p>

Il titolo ha preso a salire fin dai primi scambi e poco prima delle 15,00 quota in progresso del 2% circa sotto i massimi della mattina.

L‘agenzia di rating Standard & Poor’s ha confermato, dopo l‘annunciato aumento, il suo giudizio sul merito di credito di Mps, a A-/A-2 con outlook stabile ed ha alzato la valutazione come emittente di strumenti subordinati.

Il piano presentato oggi alla comunità finanziaria prevede un utile netto superiore a 1,7 miliardi nel 2015 quando il common equity ratio, al 8,1% nel 2010 considerando l‘aumento di capitale da 2,471 miliardi, dovrebbe attestarsi al 9,3%.

“Quello che guardiamo noi è Basilea 3 pro-forma [quindi il common equity]. Per Mps arriverei piu’ o meno a 8,7, sono in linea con Unicredit e sotto solo Intesa SP al momento”, dice un analista.

Il presidente di Mps Giuseppe Mussari ha detto, a margine della presentazione, che l‘aumento non serviva comunque per superare gli stress test, in cui è impegnata anche la banca senese. “Li avremmo passati bene anche senza l‘aumento di capitale”, ha detto.

Quanto al piano, un analista lo giudica “in linea con le aspettative, abbastanza ambizioso sui costi e conservativo su accantonamenti e revenues per cui tutto sommato realistico”.

Nel periodo del piano, prevedendo un payout del 40-50%, Mps conta di remunerare gli azionisti con dividendi superiori a 2 miliardi di euro, e finanziare le imprese con 37 miliardi di nuovi crediti nei prossimi cinque anni.

“Il primo obiettivo è fare pulizia delle cose che costano. fatta la pulizia definitiva delle strutture onerose del capitale entreremmo nella nuova prospettiva di un dividendo estremamente soddisfacente per tutti”, ha risposto il direttore finanziario Marco Massacesi a un analista che chiedeva se sopra una certa soglia di core Tier1 la banca possa aumentare ulteriormente il payout.

Sul fronte dei risultati, per i ricavi nel periodo è atteso un CAGR del 6,2% con la previsione di generare 580 milioni da maggiore profittabilità nella rete. Le spese sono viste in riduzione di 466 milioni con un taglio annuo medio 2010-15 del -1%. La banca prevede di continuare la razionalizzazione anche dei costi di personale e prevede una riduzione degli organici dell‘8% entro il 2015. L‘utile operativo a fine piano è visto superare i 3 miliardi.

Il nuovo piano della banca individua quattro driver per la crescita, che sono stati illustrati dal management nel corso della presentazione: rafforzamento delle quote di mercato nella jv assicurativa Axa-Mps e in Mps capital service; più efficienza della struttura; ulteriore rafforzamento patrimoniale; qualità degli attivi e riduzione del costo del rischio.

Con l‘aumento di capitale tra 2 e 2,471 miliardi proposto ieri dal cda per l‘assemblea, la banca punta a supportare l‘espansione commerciale, allineare il patrimonio ai requisiti di Basilea 3, rimborsando Tremonti Bond e proponendo il riacquisto del Fresh 2003 e garantirsi la sostenibilità di un pay-out del 40% - 50%.

A margine della presentazione Mussari ha detto di aver avuto già la conferma dell‘adesione all‘aumento del socio Axa con il 2,52%, mentre non ha ancora sentito la valutazione di Francesco Gaetano Caltagirone che ha il 4,7%. Secondo fonti vicine al dossier l‘offerta delle nuove azioni sarebbe fatta con uno sconto “non meno del 20%” e post aumento la Fondazione, oggi al 55%, finirebbe appena sopra il 50%.

Per mantenere un patrimonio adeguato la banca prevede diverse tipologie di intervento.

“La nostra sfida sul capitale non finisce, proseguiremo a ottimizzare il profilo capitale magari ottimizzando strumenti che non fanno gia’ parte del core tier 1”, ha detto Massacesi.

Azioni di tipo tattico: sostituendo emissioni senior o ibride in scadenza, ribilanciando tra i diversi Tier, facendo cessioni di crediti non performing.

Azioni strategiche: completamento delle operazioni di cessione di attività non strategiche.

Azioni progettuali: mirando ad anticipare la piena applicazione rispetto ai requisiti richiesti da Basilea 3, che entrerà progressivamente in vigore dal 2013.

Partendo, quindi da un common equity ratio dell‘8,1% nel 2010, la banca punta ad avere l‘8,6% nel 2013 e il 9,3% a fine piano nel 2015.

(Andrea Mandalà, Stefano Bernabei)

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