6 aprile 2011 / 17:05 / tra 7 anni

Banche, Fondazioni a Tremonti: parteciperemo a aumenti

di Giuseppe Fonte

<p>Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. REUTERS/Tony Gentile</p>

ROMA (Reuters) - Le Fondazioni “faranno la loro parte” aderendo agli aumenti di capitale che le banche italiane stanno mettendo a punto per affrontare gli stress test europei e adeguarsi in anticipo ai nuovi standard patrimoniali di Basilea III.

L‘assicurazione è arrivata dagli stessi vertici del sistema creditizio italiano nel corso di un incontro con il ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti, per fare il punto sulle sfide che il nuovo quadro regolamentare europeo e internazionale impone alle banche.

“Le banche faranno la loro parte, non si tireranno indietro”, assicura il presidente dell‘Acri e della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti, aggiungendo che l‘adesione agli aumenti di capitale non porterà a una riduzione nelle erogazioni liberali sul territorio.

L‘obiettivo, ha spiegato Tremonti, è “evitare che il nostro Paese sia solo un‘espressione geografica”. Il mezzo è un intervento coordinato fra Tesoro e Fondazioni per fare sistema, anche se il ministro preferisce l‘espressione latina “e pluribus unum”.

Alla domanda se la Cassa depositi e prestiti (70% Tesoro e 30% Fondazioni bancarie) possa entrare nel capitale delle banche tramite l‘annunciato Fondo strategico per gli investimenti, il ministro si è limitato a rispondere: “[Il fondo] non ha finalità protettive ma conservative”.

Dopo Ubi banca, che ha annunciato un aumento di capitale fino a un miliardo, Intesa Sanpaolo ha dato l‘avvio a un‘analoga operazione da 5 miliardi che sarà lanciata nel mese di giugno.

“Interverremo sul 100% delle nostre quote e le altre Fondazioni faranno lo stesso con le loro banche”, ha detto Guzzetti riferendosi alla Fondazione Cariplo, importante azionista di Intesa Sanpaolo.

GRILLI: ANDARE OLTRE TEMPI MINIMI BASILEA III

Per evitare polemiche, Tremonti assicura che dietro alla convocazione dell‘incontro “non c’è una logica politica né un tentativo di distorsione del mercato”.

“Non ci è stato chiesto niente”, gli fa eco Giuseppe Mussari, presidente dell‘Abi e di Mps, altra banca che secondo operatori e analisti è in procinto di lanciare un aumento di capitale.

L‘attivismo del Tesoro deriva, invece, da un contesto di mercato che continua a risentire delle tensioni legate alla crisi irlandese e alle difficoltà crescenti del Portogallo.

“Abbiamo preso atto della situazione: i mercati internazionali restano volatili, ci sono diversi punti di incertezza legati ai rischi sovrani in alcuni paesi”, ha detto il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli.

“Sono in atto gli stress test per verificare la resistenza patrimoniale delle banche. Poi arriveranno i nuovi requisiti previsti da Basilea 3. Un contesto complesso che deve essere gestito, anzi in un certo senso anticipato”, ha aggiunto Grilli.

Il Tesoro sollecita quindi le banche a giocare d‘anticipo e, come dice Grilli, ad “andare veloci, oltre la tempistica minima prevista da Basilea III”.

Una posizione che ricalca quella di Mario Draghi. Parlando a fine febbraio al Forex di Verona, il governatore di Bankitalia e presidente del Financial stability board aveva suggerito alle banche che hanno bisogno di rafforzarsi patrimonialmente di annunciare gli aumenti prima della pubblicazione dei risultati degli stress test, prevista per fine giugno o inizio luglio.

“Finora la risposta al mio invito è stata molto incoraggiante”, ha detto ieri Draghi.

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