1 aprile 2011 / 13:52 / tra 7 anni

Parmalat convoca nuova assemblea per fine giugno

MILANO (Reuters) - Il consiglio di amministrazione di Parmalat ha convocato una nuova assemblea per fine giugno, avvalendosi di quanto previsto dal decreto legge varato dal governo la scorsa settimana.

Restano quindi inascoltate le argomentazioni di Lactalis - azionista di Parmalat con il 29% - che, secondo quanto riferito stamattina da una fonte, aveva inviato una lettera al board del gruppo di Collecchio contenente motivazioni per non votare a favore del rinvio dell‘assemblea, citando tra l‘altro il superamento dei termini previsti dallo statuto e dalla legge per procedere a una nuova convocazione.

In serata, Lactalis ha definito in una nota “illegittima” la decisione sul rinvio presa dal cda.

Il rinvio concede oltre due mesi in più di tempo alla cordata italiana a cui sta lavorando Intesa Sanpaolo per contrastare i francesi, i cui contorni sembrano ancora poco definiti.

Un comunicato diffuso da Parmalat al termine della riunione del board indica il 25, 27 e 28 giugno come le date della nuova assemblea, con il medesimo ordine del giorno, aggiungendo che il relativo avviso di convocazione verrà pubblicato oggi sul sito internet di Parmalat, senza ulteriori dettagli.

Lasciando la sede del consiglio, che si è svolto a Milano, l‘avvocato Giuseppe Lombardi, consulente legale di Parmalat, ha definito “piuttosto articolate” le motivazioni alla base della decisione di rinviare l‘assemblea.

Nessun commento invece da parte dell‘AD di Parmalat Enrico Bondi all‘uscita del Cda.

La scorsa settimana il governo, preoccupato dal fatto che Lactalis potesse eleggere la maggioranza dei membri del cda, ha varato un decreto legge (n. 26 del 25 marzo, entrato in vigore il 27 marzo) che ha dato la possibilità a Parmalat di rimandare l‘assemblea sino a fine giugno, prevedendo anche la possibilità di presentare nuove liste.

Per presidiare l‘italianità di Parmalat il governo ieri ha fatto un ulteriore passo, autorizzando il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti a predisporre e attivare norme anti scalate a difesa delle società di interesse nazionale e ponendo le basi per un intervento della Cassa depositi e prestiti nel gruppo di Collecchio.

Intanto Intesa Sanpaolo - che è anche azionista di Parmalat con poco più del 2% e ha presentato una sua lista guidata da Bondi - lavora per la formazione di una cordata italiana.

Clessidra, per bocca dell‘AD Claudio Spositi, ha detto stamattina di avere in corso contatti preliminari per valutare se partecipare alla cordata.

Quanto ai possibili partner industriali, Barilla ha ribadito oggi di non essere mai stata interessata a Parmalat e ha smentito di avere in programma incontri relativi al possibile ingresso in una cordata italiana.

Sembra restare alla finestra Ferrero, che in passato ha più volte vincolato un suo interesse al fatto che si tratti di una “soluzione italiana, industriale e di lungo termine”.

Granarolo da parte sua ha dato disponibilità per un‘operazione che preservi la filiera italiana, ma ha detto che non intende investire cash mentre potrebbe conferire asset.

Il titolo a Piazza Affari ha chiuso in rialzo dell‘1,18%, in linea con l‘indice generale milanese.

(Sabina Suzzi)

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